“IL GRANDE INGANNO”, di Andrea Barbacane

Avrei voluto datarlo 29 settembre, e in effetti è proprio questo il giorno in cui IL GRANDE INGANNO  è stato registrato. Esce in questi giorni un volume scritto da Andrea Barbacane, nipote di Lucio Battisti, (eh, sì, stiamo parlando proprio di lui, Lucio), che ha voluto ricordare lo zio, nel bene e nel male, a 21 anni dalla scomparsa, con aneddoti, episodi, lettere, fotografie e sue personali opinioni sulla musica del Genio. Si tratta di una narrazione simpatica, ironica, ma altrettanto veritiera, semplice, che potrà farci conoscere meglio l’uomo oltre all’artista. Importantissimo dettaglio questo, che ci darà modo di capire l’animo di Lucio, le sue paure, le sue manie, la grande capacità creativa in molti campi, persino nella pittura (tra le pagine ci sono le foto dei quadri dipinti da Lucio in tempi non sospetti, con i titoli che poi avrebbe dato alle sue canzoni!) e non manca la chitarra mai rottagli sulla testa dal padre. Andrea racconta della famiglia di origine, del suo viversi lo zio in maniera un poco anomala, dell’affetto che li legava; ci omaggia di un Lucio inedito, della sorella Albarita (che è stata la sua bella mamma), dei genitori Dea e Alfiero, della moglie, del figlio e del suo papà, Luigi Barbacane, che un ruolo piuttosto ingombrante nella vita del Nostro amato Genio, lo ha avuto.

Come editore, DIVINAFOLLIA, esco con questo libro fiera di portarlo nel mondo; come fan… sono emozionata e anche tanto. Non avete idea di quanto io mi sia coccolata nel leggere le lettere di Lucio alla madre, ho riso delle sue battute, ho pianto commossa davanti ai suoi quadri e riascoltato, inevitabilmente, la sua musica. Tutta. E grazie a Dio da pochi giorni è stato tolto un intollerante vincolo e Lucio è presente su tutte le piattaforme in streaming, com’è giusto e sacrosanto. Tutta la Terra deve conoscere questo grande musicista, dunque anche le nuove generazioni di oggi e quelle che verranno, perché un personaggio così non nasce tutti i giorni. Lo abbiamo avuto (ahimé, troppo poco), ma ci sarà sempre a farci compagnia con le sue note meravigliose. Vi aspetto nelle librerie!

La copertina e il ritratto sono dell’artista Piero Ceriani

Silvia Denti

ESITI E MOTIVAZIONI, CLASSIFICA L’INCONTRO 2019

CON DUE VINCITORI 2019SEZIONE A

1 PREMIO a Emanuela Lazzaro

Motivazione: Dell’amor sacro, dell’amor profano, che il non aver l’oggetto del desiderio sia bramosia che invalida l’andare. Liriche intrise di importanti dilemmi che consacrano il sentire, scritte in maniera armoniosa, laddove il rimpianto non tace e sigilla l’insieme poetico in esposizioni eccellenti.

2 PREMIO a Michela Pagni

Motivazione: L’Autrice si spinge in un vortice spettacolare e scenografico di sentimenti legati inscindibilmente alla passione sfrenata che patisce ma non muore, anzi, si cela, poi si rivela, si mostra imponente come quadro su parete di carezze e schiaffi. Una tetralogia incastonata nell’immediatezza, dentro a uno stile apparentemente sfacciato, ma diretto, forte, tipico della donna pura, vera. Poesia molto lirica.

3 PREMIO a Pasquale Bufano

Motivazione: E da quel gioco riparte la vita, l’energia melodiosa e struggente come musica che avvolge e nutre. Poesia efficace, ben elaborata, dall’indubbia forza emotiva. Penna maestra e capace.

4 Posto Astrid Scaffo

Motivazione: Poesia molto sonora, attenta al sociale, all’introspezione, che denota comunque forza, rinascita e trionfo di futuri nuovi.

5 posto Lolita Rinforzi

Motivazione: Sapiente scrittura un po’ arcaica ed elegante, nel lavoro del saper cogliere la realtà. Ottima sintesi.

6 posto Giovanna Di Iorio

Motivazione: Originale e sferzante, l’incanto è orientato nell’ammissione dei sentimenti, amore viscerale mai sconfitto, mai vinto pur se nella mancanza. Meravigliosa esposizione.

7 posto Simona Bassi a pari merito con Neris Casteller

Motivazione: Nel rituale quotidiano il conflitto della ricerca della pace in se stessi. Scrittura lineare e piacevole.

8 Posto Paola Commissati Bellotti

Motivazione: L’immaginario di un mondo diverso forgiato in una finestra che è soltanto l’anima vista sotto la luce più viva, quella del cuore. Poesia molto sottile e intensa.

9 posto Margherita Bianco

Motivazione: Zampilli di volontà che dilatano l’ideale e il bisogno di bene assoluto universale. Lodevole l’intento.

10 posto Michele Marco Lanzo e Vicenzo Turba pari merito

Motivazione: Due autori che fanno del dettaglio il punto fermo della stesura. Modalità originale e suggestiva.

 

 

 GIURIA CONCORSO 2

 

Sezione B CLASSIFICA

1 Classificato ROSANNA SPINA

Motivazione: La maestria e l’ingegno di un’Autrice che sa scrivere in maniera unica e sublime, magica e coinvolgente, ma anche sconvolgente e ricca, convincente nella sua bellezza espressiva. Sentimento come amore celato e puro.

2 Classificato ALFREDO GUARINO

Motivazione: La contemplazione diffusa in rima, non banale, studiata e ben architettata, con vocaboli colti e ricercati. Effetto e suggestione, dal carattere classicheggiante, che induce alla riflessione e che conquista.

3 Classificato ALICE AZZARIO

Motivazione: I mari di Licia è una poesia che cattura, impossibile resisterle: il mare è il volo, il volo stesso è libertà, la voce del dentro è forte e conduce a nuovi equilibri attraverso un dolore costruttivo.

4 Classificato ALBERTO CASTRINI

Motivazione: Il vecchio è la poesia più convincente, sa di speranza, versatile e calda, espone la forza della vita, la volontà in una sequenza temporale, quando è ora di andare senza un ritorno ecco la ribellione, e vita nuova sia!  

5 posto ALESSANDRO RUSSO

Motivazione: L’incontro con la donna speciale, lirica elegante, dai tratti pastello, dolce e fatta d’anima, sussurro di emozioni.

6 posto CLAUDIO LEPRI

Motivazione: Moderna e inquieta, particolare, gravida di dettagli, nasce da colui che è, in verità, assetato di cose semplici.

7 posto RITA MAZZON

Motivazione: Soave e tenere, leggerissima, come una carezza. Passione velata e amore intenso. Lirica ben strutturata, pulita.

8 posto PAOLA COMMISATI BELLOTTI

Motivazione: L’incontro perfetto, la precisione, l’attimo esatto. Ecco che la descrizione incanta e riporta alle immagini andate. L’Autrice è una pittrice di parole.

9 posto FRANCESCO DIRUGGIERO

Motivazione: Nell’emozione del ricordo il cuore continua a vivere, la mano trascrive schizzi d’anima, e il fiato firma l’inno all’amore.

10 posto VERONICA DEL BEN e DANIELA CIUFFREDA

Motivazione: Allo stesso posto due donne.  L’una con il ricordo e il sogno; l’altra con il rimpianto e il dettaglio. Efficaci entrambe, seppur molto diverse: esperienza che dona senso all’esistenza.

 

Sezione C CLASSIFICA

 

1 MARCO CRIVELLARO Con IL MONASTERO DI PRAGA

Motivazione:  Il monastero di Praga è un racconto che è piaciuto a tutti per la linearità e l’esposizione chiara, coinvolgente, ottima la trama, intessuta di minuzie esteticamente piacevoli e sfumature sottili. Lessico mosso e mai sottotono.

2 LUCIANO CARMINATI con ANIME NUDE IN ORIZZONTE PIATTO

Motivazione: Anime nude in orizzonte piatto è originale, qualcosa di diverso nella narrazione, infarcita di dettagli e scandita in momenti sottolineati, scorcio diaristico in una trama che travolge.

3 ANDREA ALBERTAZZI con LA VECCHIA SEPOLTURA

Motivazione: Anche in questo racconto, La vecchia sepoltura, l’Autore propone del nuovo, celando il concetto del carpe diem, riesce a portare avanti una storia in crescendo, suggestiva e surreale.

4 FABRIZIO BONATI con IL MONDO DI DOMANI

Motivazione: Il mondo di domani è una storia moderna, dal linguaggio ordinario, verace, che è piaciuta per il realismo concettuale e l’immediatezza.

5 PETRONILLA LA VOLPE con LE ALI DI SOFIA

Motivazione: Toccante e struggente, Le ali di Sofia, una storia che potrebbe essere, un sogno, una speranza. Un chissà. Sta di fatto che se la si legge non è possibile non arrivare fino in fondo.

6 ALESSIO MASSIRONI con MACCHIA D’INCHIOSTRO

Motivazione: Macchia d’inchiostro è l’emblema della quotidianità scritta a diario, scorrevole e intrisa di accadimenti e sorprese.

7 LUCIA CHILESE con IL FUOCO DI S. ANTONIO

Motivazione: Spirituale e ironico, piacevole, mai scontato, su un panorama descrittivo perfetto.

8 CAROLA CESTARI con AMORE AMICIZIA E DISASTRI VARI

Motivazione: Racconto ben organizzato, in cui tutto può accadere e si arriva a fare quel che non si vorrebbe mai. Il disastro e i sentimenti. Lodevole.

9 BRUNO PREVITALI con LA SCALA DI BEA

Motivazione: Le emozioni tra le righe fanno da sfondo a una narrazione molto espressiva, quasi poetica. Ottimo.

10 GIOVANNI ARDEMAGNI con TUTTO E’ SUCCESSO

Motivazione: Quando si guarda indietro è facile dirsi “potevo agire così o non così”, quel che conta è che tutto sia accaduto, che la vita abbia espletato il suo corso. Commovente.

 

 

 

SEZIONE D

1 MARCO CAPPONI con L’ERRANTE

Motivazione: L’errante è tanto surreale quanto reale, per questo vince. Vince perché è il tutto che scalpita dentro di noi e vorremmo poterlo afferrare, ma è onirico, illusorio e forse per questo davvero possibile. I concetti e il linguaggio della scienza moderna qui abbozzati, non hanno lo scopo di divulgare né tanto meno di sedurre, sono semplici elementi per riflettere.

2 MONICA VACCARETTI con GONE AWAY, ANDAR VIA VERSO CASA

Motivazione: Verso casa è speciale per la forma e l’esaltazione del bisogno di semplicità, a casa si trova pace, ci si lecca le ferite, si vive, si ama, si muore. Molto sentimentale, necessario, vero.

3 LUIGINO VADOR con IL SOGNO DI VOLARE

Motivazione: Cos’è il sogno di volare se non quello di vivere appieno la libertà? Libertà d’essere se stessi, senza avere paura, e qualcosa lo crea, forse qualcuno, ed è per questo che nel mondo, per vivere, non dovremmo mai essere soli.

4 DILETTA GUARDUCCI con UNA STORIA QUASI VERA

Motivazione: Una storia quasi vera è il racconto di un viaggio, che anche se attraverso molte nuove terre, è per eccellenza il viaggio dentro noi stessi. Molto suggestivo.

5 UGO CRISTE con SUI SENTIERI DEGLI ESSERI PRIMORDIALI

Motivazione: Anche in questo caso il viaggio conduce laddove si cerca qualcosa, la mente si sposta su altre vite, tradizioni, misteri. Romanzo breve ben scritto e avvincente.

6 MICHELE SANTORO con Elementale

Motivazione: Gli elementi sono i protagonisti, spesso non ci facciamo caso, ma tutto ciò che ci circonda è vita. Una riflessione dentro a una bella storia.

7 RAFFAELLA VERGA con L’INCONTRO (sceneggiatura)

Motivazione: Ci ha colpito la narrazione sceneggiata, due mondi: uno giovane e uno anziano. Dialoghi molto piacevoli.

8 MAURO TURCI con INCONTRO INATTESO

Motivazione: Una storia accaduta realmente, esperienza di vita, un padre, una figlia. Narrazione compita ed evocativa.

9 CINZIA MANETTI con L’ARCOBALENO

Motivazione: A tema libero, che però sfocia nella sezione dedicata, ma comunque un racconto che induce a pensare, a capire che è possibile, in un mondo impossibile, godere di magici arcobaleni. Basta volerlo.

10 DEBORAH FALLINELLI con L’ALTERNATIVA

Motivazione: L’esperienza del carcere per un giovane innocente ha tutto il rispetto e l’ammirazione della giuria intera.

 

SEZIONE E e F GIOVANI E SCUOLE

1 SEYNABOU GUEYE Con CONOSCO UN UOMO CHE

Motivazione: D’una semplicità così reale che spiazza. Ci hanno conquistato l’esposizione chiara e il cuore immenso di questa studentessa, capace di fornire emozioni che sembra di poterle toccare.

2 LINDA TANTALO con PERDUTO INCANTO

Motivazione: Apprezzabilissimi testi con la complessità della metafora, insieme ai concetti profondi e lo stile già maturo.

3 MATILDE PIA MADRIGRANO con FILASTROCCA

Motivazione: Il filo musicale del testo è ricco e armonioso, piacevole e capace di far risuonare nell’aria le immagini.

4 FIORENZA VANZINI Con ANIMA

Motivazione: Gratificante, vivace e originale.

5 VALENTINA GIUSTI Con DIARIO

Motivazione: Il diario di una dodicenne che tocca le corde dell’anima in maniera importante. Brava nell’espressione, chiara e lineare.

6 ELISABETTA NEPOTE (sezione E) con ARCOBALENI DI CUORI

Motivazione: Lodevole l’idea di riunire tante mani e pelli di diversa etnia in un mondo come dovrebbe essere.

7 GIUSEPPE CALUSCO

Motivazione: Buona la forma, efficace il suono delle parole.

8 GIANCARLO MUSI

Motivazione: Originale e profondo, un testo che farà riflettere.

9 LORETTA LANFRANCHI

Motivazione: Il gioco dei verbi e la forza dell’emozione.

10 ANGELA MARIA PODETTI

Motivazione: Si nota l’immagine serena di un’idealista che sa come rapportarsi con il mondo.

 

SEZIONE FAVOLA

1 GIANNI GANDINI con CHIARI DI LUNA

Motivazione: È la favola che tutti vorremmo, basta leggerla e farla nostra. Buona esposizione, scritto pulito e semplice, piacevolissimo.

2 GABRIELLA SORIANI con APE LA VIAGGIATICE INTREPIDA

Motivazione: Tematica istruttiva, ben organizzata, chiara, mai banale. Lettura molto gratificante.

3 MARTINO FADDA con DONI’ E LE SUE FAVOLE IMMAGINARIE

Motivazione: Immagini delicate e capaci di colpire, storia simpatica, accattivante. Scrittura lineare e scorrevole.

 

SEZIONE G

1 IMMA DI NARDO con IL POLITEISMO DEI VALORI e TELEFONO SENZA FILI

Motivazione: Ottima l’idea di trattare l’argomento con una rima ad accento tronco. Una ballata sonora e intelligente.

2 SEYNABOU GUEYE con LA FUTURA CONVIVENZA

Motivazione: Si nota la volontà di esprimere amore universale e fratellanza in un linguaggio semplice ma convincente.

3 Stefania Angeletti con GIROTONDO UNIVERSALE

Motivazione: Lettura interessante e tema centrato, note poetiche molto musicali.

4 Monica Salvadori

Motivazione: Linguaggio pieno d’inventiva, originale e intessuto di gioco ermetico di significati.

5 Pietro Angiolini

Motivazione: Un mare di possibilità in un testo matrice che offre varie interpretazioni.

6 Luca Antonio Falliero

Motivazione: Un testo che stringe dentro, un seguito che può non avere fine.

7 Silvana De Nardo

Motivazione: Il portentoso sogno azzurro d’un domani.

8 Viviana Allievi

Motivazione: Sensazione di impotenza, a volte, che accadono a tutti. Ma la scrittura lirica vince.

9 Laura Boschi

Motivazione: Sono i piccoli eventi che fanno quelli grandi, la vita di tutti i giorni a cui dobbiamo riconoscenza.

10 Maria Grazia Ficco

Motivazione: Sembra di sentirne i profumi, la macchina virtuale del pensiero può tutto.

GIURIA CONCORSO L'INCONTRO 2019

ESITI CONCORSO L’INCONTRO LETTERARIO 2019

logo Treviso jpgIpaziaLOGO PICCINO  CONCORSO LETTERARIO L’INCONTRO 2018/2019PAROLE

Eccoci amici!

Ripercorriamo le varie sezioni del concorso L’INCONTRO LETTERARIO 2018/2019:

<<Il concorso è aperto a tutti, narratori e poeti, senza limiti di età, di etnia o religione.
Il concorso si articola in 8 (otto) sezioni:
Sezione A: Poesia inedita, nel numero massimo di 3 (tre) componimenti, senza limiti di lunghezza, il tema è libero.
Sezione B: Poesia inedita dedicata alla tematica dell’INCONTRO, sia reale che immaginario, con persone, animali, cose. Tema vasto dunque, per il quale devono essere inviate da 1 (una) a 3 (tre) poesie, di lunghezza a piacere.
Sezione C: Romanzo o racconto inedito, della lunghezza di massimo 50 (cinquanta) cartelle da 1800 battute ciascuna. Ogni genere è ammesso e incoraggiato, e il tema è libero.
Sezione D: Romanzo o racconto inedito a tema inerente l’INCONTRO, sia reale che immaginario, con persone, animali, cose. Il numero massimo di cartelle è di 50 (cinquanta) da 1800 battute l’una.

*Testi palesemente al di fuori di queste linee guida, tuttavia, non saranno letti e, pertanto, saranno esclusi automaticamente dal concorso.

SEZIONE E, dedicata agli studenti: Poesia inerente al tema: “L’integrazione, possibile o impossibile? La convivenza tra popoli di culture e religioni diverse è utopia?” (Inedite, max 3) Allegare fotocopia documento d’identità.
SEZIONE F, dedicata agli studenti: Racconto o romanzo inerente sempre all’integrazione: max 50 cartelle (attenersi alle indicazioni della sezione C per la lunghezza). Allegare fotocopia documento d’identità.

N.B. Alle sezioni E ed F possono partecipare anche giovani che abbiano superato i 18 anni, allegando attestazione di frequenza all’università e documento d’identità.

SEZIONE G: Testi per canzoni, corredati da musica, quindi testi più spartito e cd da allegare al cartaceo, nel numero di max 3. (I giovani che non hanno compiuto i diciotto anni dovranno avere delega da un genitore e allegare fotocopia documento d’identità).

SEZIONE I: Dedicata alla favola. Una narrazione fantastica lunga massimo 10 cartelle per 1800 battute l’una, da proporre come fiaba destinata ai più piccini. Questa sezione è un omaggio all’autrice Laura Da Re, scomparsa prematuramente e presente nel catalogo di DIVINAFOLLIA EDIZIONI con “Il ritorno di Tombolino”.
LA GIURIA Il giudizio della giuria è inappellabile e insindacabile. I nomi dei giurati al completo saranno resi noti nel corso dell’anno (vi basterà tenere d’occhio i blog e i siti inerenti alla casa editrice e al comune di TREVISO.>>

Ricordo i giurati, che nomino in ordine casuale, che hanno votato e presenzieranno alla kermesse del 27 aprile p.v.

Valerio Magrelli, Federico Sanguineti, Giandomenico Mazzoccato, Roberto Benetton, Filippo D’Eliso, Rossella Frollà, Daniela Cecchini, Laura Chiarina e naturalmente Silvia Denti. (Voglio ricordare il supporto da “altri lidi”, causa i vari impegni, di Davide Rondoni, Remo Bassini, Guido Catalano e Alberto Bertoni, a loro va un grazie speciale e… se ci faranno la sorpresa di esserci li festeggeremo!).

Andiamo ora a inserire i 10 finalisti, scelta ardua e complessa, credetemi, eravate tanti, siete tanti (perchè noi vi aspettiamo ogni anno!), e ci tocca per forza decidere. I nomi sono in ordine casuale:

SEZIONE A

Michele Marco Lanzo

Neris Casteller

Michela Pagni

Simona Bassi

Lolita Rinforzi

Vincenzo Turba

Pasquale Bufano

Margherita Bianco

Astrid Scaffo

Paola Commissati Bellotti

Giovanna di Iorio

Emanuela Lazzaro

(essendo 12 ci sono dei pari merito)

SEZIONE B

Afredo Guarino

Alberto Castrini

Alessandro Russo

Alice Azario

Claudio Lepri

Daniela Ciuffreda

Francesco Diruggiero

Rita Mazzon

Rosanna Spina

Veronica Del Ben

SEZIONE C

Giovanni Ardemagni

Bruno Previtali

Carola Cestari

Fabrizio Bonati

Lucia Chilese

Luciano Carminati

Marco Crivellaro

Petronilla La Volpe

Andrea Albertazzi

Alessio Massironi

SEZIONE D

Ugo Criste

Luigino Vador

Raffaella Verga

Diletta Guarducci

Michele Santoro

Monica Vaccaretti

Marco Capponi

Mauro Turci

Deborah Gallinelli

Cinzia Manetti

SEZIONE E e SEZIONE F UNIFICATE (SEZIONE SCUOLE)

Seynabou Gueye

Linda Tantalo

Loretta Lanfranchi

Giancarlo Musi

Giuseppe Calusco

Angela Maria Podetti

Valentina Giusti

Elisabetta Nepote

Matilde Pia Medrigrano

Fiorenza Vanzini

SEZIONE I

Gabriella Soriani

Gianni Gandini

Lucia Zappalà

Pietro Raniero

Morena Festi

Rina Bontempi

Marcello Schiattone

Daniela Frascotti

Flavia Castoldi

Marialucia Ciraci

 

SEZIONE G

Imma di Nardo

Seynabou Gueye

Stefania Angeletti

Monica Salvadori

Pietro Angiolini

Luca Antonio Falliero

Silvana De Nardo

Viviana Allievi

Laura Boschi

Maria Grazia Ficco

*******************************************************************

Detto questo amici cari… anche quest’anno è andata! Siete pregati di presenziare, ve lo ricordo, oppure perderete i premi. Tale regola è insindacabile, desideriamo assolutamente incontrare i vincitori e se lo vogliono anche tutti gli altri autori, i quali saranno accolti con grande piacere. Non perdetevi questa bella festa che offriamo ogni anno al tempio di S. Caterina nella splendida Treviso.

Vi aspettiamo numerosi!

La vostra Silvia Denti e tutto lo Staff!

(Un grazie particolare a tutti, ma soprattutto all’amica che mi sopporta di più e che mi aiuta fino allo sfinimento: Laura Chiarina. GRAZIE!)

 

 

 

 

 

 

A PROPOSITO DEL CONCORSO L’INCONTRO 2019

Amici,

non manca moltissimo! Molti di voi ci stanno scrivendo per conoscere la graduatoria dei finalisti al concorso L’INCONTRO, che vedrà la premiazione a fine aprile, a Treviso.

Ebbene, i nomi dei finalisti saranno resi noti a fine marzo/inizio aprile 2019. Li vedrete un po’ ovunque, sui social e su questo sito.

Intanto vi invitiamo a mettervi in discussione inviando i vostri manoscritti/file alla nostra redazione per valutazione, abbiamo in serbo novità scoppiettanti e iniziative che vi stupiranno! Non indugiate! DIVINAFOLLIA EDIZIONI non si smentisce, sta crescendo e porterà davvero vantaggi incredibili per gli emergenti.

I nostri libri: sono usciti volumi di estremo interesse, andati a ruba per i regali natalizi, ma voi continuate a richiederli! Ne vale la pena, avrete di che leggere, imparare, arricchire le vostre biblioteche!

Diamo il via a un anno che porterà ventate ancora più fresce al mondo dell’editoria!

Buone cose.

LO STAFF                                                                                                                                                 (Solo alcune copertine delle novità)

IL VIAGGIO DI UNA PROMESSA COPERTINA1STORIA DI EMMA JPGanna Maria D'Alò covercopertina Morpurgo jpgFLAVIO NICCOLI COVER JPGALFONSO PRETEL COPERT JPG

L’INCONTRO LETTERARIO 2018 scadenza 31.10.2018

12659861_959415924096395_412584680_nLa casa editrice DIVINAFOLLIA, con il patrocinio del COMUNE DI TREVISO e con l’APS IL CERCHIO DI IPAZIA, bandisce la sesta edizione del concorso letterario L’INCONTRO LETTERARIO 2018.

REGOLAMENTO
Il concorso è aperto a tutti, narratori e poeti, senza limiti di età, di etnia o religione.
Il concorso si articola in 8 (otto) sezioni:
Sezione A: Poesia inedita, nel numero massimo di 3 (tre) componimenti, senza limiti di lunghezza, il tema è libero.
Sezione B: Poesia inedita dedicata alla tematica dell’INCONTRO, sia reale che immaginario, con persone, animali, cose. Tema vasto dunque, per il quale devono essere inviate da 1 (una) a 3 (tre) poesie, di lunghezza a piacere.
Sezione C: Romanzo o racconto inedito, della lunghezza di massimo 50 (cinquanta) cartelle da 1800 battute ciascuna. Ogni genere è ammesso e incoraggiato, e il tema è libero.
Sezione D: Romanzo o racconto inedito a tema inerente l’INCONTRO, sia reale che immaginario, con persone, animali, cose. Il numero massimo di cartelle è di 50 (cinquanta) da 1800 battute l’una.

*Testi palesemente al di fuori di queste linee guida, tuttavia, non saranno letti e, pertanto, saranno esclusi automaticamente dal concorso.

SEZIONE E, dedicata agli studenti: Poesia inerente al tema: “L’integrazione, possibile o impossibile? La convivenza tra popoli di culture e religioni diverse è utopia?” (Inedite, max 3) Allegare fotocopia documento d’identità.
SEZIONE F, dedicata agli studenti: Racconto o romanzo inerente sempre all’integrazione: max 50 cartelle (attenersi alle indicazioni della sezione C per la lunghezza). Allegare fotocopia documento d’identità.

N.B. Alle sezioni E ed F possono partecipare anche giovani che abbiano superato i 18 anni, allegando attestazione di frequenza all’università e documento d’identità.

SEZIONE G: Testi per canzoni, corredati da musica, quindi testi più spartito e cd da allegare al cartaceo, nel numero di max 3. (I giovani che non hanno compiuto i diciotto anni dovranno avere delega da un genitore e allegare fotocopia documento d’identità).

SEZIONE I: Dedicata alla favola. Una narrazione fantastica lunga massimo 10 cartelle per 1800 battute l’una, da proporre come fiaba destinata ai più piccini. Questa sezione è un omaggio all’autrice Laura Da Re, scomparsa prematuramente e presente nel catalogo di DIVINAFOLLIA EDIZIONI con “Il ritorno di Tombolino”.
LA GIURIA Il giudizio della giuria è inappellabile e insindacabile. I nomi dei giurati al completo saranno resi noti nel corso dell’anno (vi basterà tenere d’occhio i blog e i siti inerenti alla casa editrice e al comune di TREVISO.

Presidente di giuria rimane comunque uno dei fondatori, in onore della sua memoria, il grande ALBERTO BEVILACQUA. Probabili altri nomi tra i personaggi famosi della cultura ci daranno conferma della loro presenza; i loro nomi saranno svelati appena possibile. Possiamo già confermare alcuni dei nomi dei giurati, altri non meno noti saranno comunicati più avanti:

LA GIURIA della VI° edizione del Premio, (ancora incompleta e da confermare), sarà composta da (in ordine alfabetico):

Roberto Benetton, Guido Catalano, Daniela Cecchini, Laura Chiarina, Maria Luisa Crosina, Silvia Denti, Rossella Frollà, Filippo D’Eliso, Valerio Magrelli, Giandomenico Mazzocato, Alessandro Radovan Perini, Davide Rondoni, Federico Sanguineti (e altri giurati di cui dovremo confermare la presenza).
TERMINE PRESENTAZIONE MATERIALE: La data di scadenza per l’invio degli elaborati, sia tramite raccomandata che via mail, è da considerarsi fissata entro la mezzanotte del 31 OTTOBRE 2018. Farà fede il timbro postale, ma anche la data automatica delle mail.

***
I PREMI
• L’organizzazione mette a disposizione un montepremi totale del valore indicativo di 5000 €, in parte sotto forma di servizi o buoni, in parte in denaro, tramutabile, a scelta del fruitore, in ulteriori servizi o buoni di valore equivalente.
I vincitori (classificati al primo posto) di tutte le sezioni inerenti alla scrittura riceveranno una proposta di pubblicazione, inclusiva di un processo editoriale completo, che non prevede il versamento di contributi da parte dell’autore.
• Il primo – per punteggio conseguito nella propria sezione si confronterà con l’altro primo della sezione adiacente (A e B; C e D), in una sorta di ballottaggio, sia in narrativa che in poesia, fino al raggiungimento di 2 primi premi assoluti che riceveranno, ciascuno, Cinquecento € (500) euro in denaro, e inoltre, a tutti i primi quattro sarà assegnata una targa – ricordo de L’INCONTRO LETTERARIO 2017.
• A tutti i finalisti, saranno consegnati doni degli sponsor e attestati; sarà inoltre, offerta la possibilità di pubblicazione a spesa ridotta.
Al vincitore della sezione trailer sarà consegnato un video professionale inerente alla sua opera artistica, che potrà essere una recitazione di testi poetici o narrativi, da realizzare dopo la premiazione o in tempi e modi concordati in tale occasione con la troupe di giuria specializzata.
Tutti gli autori finalisti, se presenti alla cerimonia di premiazione, riceveranno un buono di 30 €, con cui potranno acquistare i libri e i servizi offerti da tutti i membri del Gruppo Editoriale DIVINAFOLLIA a prezzi scontati.
QUOTA DI PARTECIPAZIONE: ATTENZIONE!  ANCHE QUEST’ANNO LA PARTECIPAZIONE E’ GRATUITA!

Il concorso non prevede alcuna tassa di lettura, è possibile (e gradito) però donare qualsiasi contributo che andrà ad aumentare il nostro capitale in beneficenza a favore e in aiuto di ASBIN, presso ONLUS Ospedale Niguarda di Milano, per la ricerca sulle malattie infantili.

Chi volesse donare potrà farlo sul numero di postepay N.5333 1710 0593 6360   intestata a SILVIA DENTI (è possibile allegare le banconote alla raccomandata con il cartaceo se preferibile e più comodo).

Per tutte le sezioni è richiesta una copia in cartaceo, non firmata in calce (nel caso della sezione trailer inviare il cd) da spedire tramite raccomandata a: EDIZIONI DIVINAFOLLIA- SEGRETERIA PREMIO LETTERARIO L’INCONTRO LETTERARIO 2016- Circonvallazione Calandra, 20 24043 CARAVAGGIO –BG-

N.B. Allegare un foglio con i dati personali, nome, cognome, indirizzo, numero di telefono e mail, nonché fotocopia dell’eventuale versamento della quota da dare in beneficenza e specificare la sezione a cui si partecipa. È possibile partecipare a più sezioni, in tal caso, però, per rispetto al lavoro di segreteria, è prevista una richiesta di 5 euro a sezione. Oltre al cartaceo è necessario (pena l’esclusione dal concorso) inviare copia tramite mail, in documento word o pdf, specificando nell’oggetto “partecipazione al concorso letterario L’incontro Letterario – 2018” e la sezione. La segreteria darà riscontro di ricezione. Inviare a:  [email protected] o [email protected]

IMPORTANTE! Ogni partecipante deve essere conscio che prima di essere inserito nella rosa dei meritevoli, dovrà superare una prima prova, dietro selezione rigorosissima, da parte della giuria. Su qualsiasi quantità di elaborati giunti (potranno essere anche migliaia), ne saranno inviati in valutazione definitiva 100 per sezione, che si ridurranno poi a 10 finalisti (sempre per sezione).

DATE DELLA PREMIAZIONE: Visto il cambiamento del periodo di questa VI° edizione, la data della premiazione sarà comunicata successivamente, probabilmente ancora presso il bellissimo e suggestivo Tempio di Santa Caterina in Treviso. Nello specifico: incoronazione dei vincitori il sabato,  dalle 14,30 del pomeriggio, e a seguire la cena (con probabili festeggiamenti e intrattenimenti per festeggiare i vincitori presso il ristorante L’INCONTRO a Treviso). Allo stesso modo la domenica, sempre a partire dalle 14,30, pomeriggio dedicato al tema annuale e agli studenti, con musiche e letture.  Verranno resi noti altri dettagli. Tutti i finalisti saranno avvisati per tempo tramite mail. Consigliamo, per chi ha necessità di organizzarsi, di tenere d’occhio i blog dei social network e soprattutto il sito POESIABLU, all’indirizzo:  www.poesiablu.altervista.org o sulla pagina UFFICIO STAMPA L’INCONTRO di FACEBOOK.
È già possibile inviare adesioni e materiale.
N.B. I premi dovranno essere rigorosamente ritirati dai vincitori o da qualcuno in possesso di delega scritta dal partecipante stesso. In caso contrario andranno in beneficenza presso la ONLUS di Milano, ospedale Niguarda, a favore dei bambini colpiti da spina bifida.

*PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA:  È previsto un premio /menzione speciale per l’opera (sia di narrativa o di poesia) che colpirà in modo particolare tutti i giurati; una sorta di riconoscimento per l’autore/autrice che si distinguerà per l’impegno sociale anche grazie ai suoi scritti.*
Tale premio, attualmente ancora in fase di organizzazione (dipenderà dagli sponsor se darlo in denaro o altro) è previsto per un solo vincitore, che raggiungerà la vetta con un romanzo o con una/tre poesie.
Vi attendiamo numerosi!!! Mandate materiale, forza! E non dimenticate di fare una donazione, anche piccola, per ASBIN-ONLUS, dobbiamo renderci utili e questi bambini hanno bisogno di noi!

LA DIREZIONE EDIZIONI DIVINFOLLIA in collaborazione con GRUPPO EDITORIALE DIVINAFOLLIA, il COMUNE DI TREVISO e IL CERCHIO DI IPAZIA.

-Per informazioni, adesioni, domande, informazioni per trasporti, chiarimenti per alloggi, clausole bando, ecc, scrivere alla segreteria: [email protected] o [email protected]

 

IN COLLABORAZIONE CON IL CERCHIO DI IPAZIAIPAZIA JPG12659861_959415924096395_412584680_n

ESITI DEL CONCORSO ELOGIO ALLA FOLLIA, I° EDIZIONE

concorso ivano

Ringrazio Ivano Mugnaini che mi ha dedicato questo bel concorso, che si è rivelato importante e piacevole, con molti partecipanti e tanti autori che si sono divertiti a mettersi in discussione, a confronto, stimolati dalla tematica. Sono certa che questo evento avrà un seguito, ancora più numeroso e ricco di testi nuovi, folli e inquieti. Grazie ai miei colleghi giurati, a tutti coloro che si sono spesi per diffondere il bando e soprattutto agli autori, che ho letto volentieri e con passione.  Ora vi aspettiamo alla VI° edizione de L’INCONTRO, che è slittato a fine ottobre. Ci contiamo!

Silvia Denti

 

ESITI DEL CONCORSO “ELOGIO ALLA FOLLIA” edizione 2018 | Ivano Mugnaini

ESITI DEL CONCORSO ELOGIO ALLA FOLLIA” 2018

Il Concorso ELOGIO ALLA FOLLIA, organizzato da Divinafollia Edizioni, ha visto la partecipazione di 447 autori, per un totale di 1117 lavori inviati, tra poesie e racconti.

La sezione Poesia ha visto la partecipazione di 250 concorrenti. Alla Sezione Narrativa hanno partecipato 197 autori.

Le partecipazioni sono pervenute da tutte le regioni italiane e da alcuni paesi europei.

La prima edizione del Concorso ha avuto un riscontro soddisfacente anche per la qualità degli elaborati presentati dai concorrenti.

Pur non trattandosi di un concorso “a tema” le autrici e gli autori hanno inviato, come suggerito dal bando di concorso, “testi liberi per spunto, tema e forma espressiva. Ispirati da una sana, umanissima follia creativa”.

Entrambe le Giurie del Concorso hanno rilevato un’ampia gamma di stili, generi e temi, a testimonianza di percorsi personali interessanti.

* * * * *

La Giuria della Sezione Poesia

composta da

Maria Attanasio, Flaminia Cruciani, Silvia Denti, Annamaria Ferramosca, Luigi Fontanella, Ivano Mugnaini, Carlo Pasi, Valeria Serofilli e Antonio Spagnuolo

ha effettuato una prima selezione dei lavori pervenuti, in seguito a cui sono emersi i lavori delle autrici e degli autori qui di seguito indicati.

Autori Selezionati Sezione Poesia:

Chiara Albanese, Antonio Alleva, Antonella Amato, Giancarlo Baroni, Joseph Barnato, Monica Borettini, Alessandra Carnovale, Daniela Casarini, Alessandra Corbetta, Enrico Danna, Erminia De Paola, Lisa Di Giovanni, Maria D’Ippolito, Sheila Di Odoardo, Claudia Di Palma, Miguel Angel Escobar Alas, Monica Ferri, Grazia Fiore, Francesca Clara Fiorentin, Antonietta Fragnito, Alba Gnazi, Gianfranco Isetta, Floriana Lega, Elio Lunghi, Fausto Marseglia, Monica Martinelli, Sabrina Mazzuoli, Serenella Menichetti, Melania Milione, Maurizio Alberto Molinari, Alberto Mori, Clelia Moscariello, Carla Mussi, Silvia Novi, Alessandra Palombo, Paola Paradisi, Marisa Papa Ruggiero, Dario Pasero, Lidia Popolano, Flora Restivo, Alfredo Rienzi, Elisa Russo, Antonella Santoro, Alessandra Scarano, Giuseppe Schembari, Fulvio Segato, Alessandra Solina, Antonella Sozio, Serena Squatrito, Agostina Spagnuolo, Rossella Tempesta, Vivetta Valacca, Rodolfo Vettorello, Salvatore Violante, Paola Zugna.

Un’ulteriore cernita ha evidenziato i testi di ventiquattro autori, a cui è stata attribuita la qualifica di Segnalati:

Antonio Alleva, “Gate b19 – Preludio”

Giancarlo Baroni, “Un’arida estate”

Monica Borettini, “A Romana che si credeva vento”

Daniela Casarini, “Più convesso di un participio presente”

Alessandra Corbetta, “Parola sdrucciola”

Antonietta Fragnito, “Oggi poesia terapeutica”

Alba Gnazi, “Zeitgeber”

Gianfranco Isetta, “Esco dalla caverna”

Monica Martinelli, “Concentro i ricordi”

Sabrina Mazzuoli, “La resa”

Serenella Menichetti “Virginia a pezzi”

Melania Milione, “Dimmi dove senti dio”

Carla Mussi, “Prima del tatto”

Alessandra Palombo, “Ambulanti”

Marisa Papa Ruggiero, “Sulla tomba dei Giganti”

Flora Restivo, “A punto catenella”

Alfredo Rienzi, “L’architomia delle attinie”

Elisa Russo, “Nonostante il sole”

Alessandra Scarano, “Tivoli”

Fulvio Segato, “Avete preso tutto?”

Alessandra Solina, “Connessione fluida”

Antonella Sozio, “Per sentirmi”

Rossella Tempesta, “Coltiva una solitudine limpida”

Salvatore Violante, “Una lanterna”

Da una lettura ulteriore sono emersi i quindici Finalisti:

Antonio Alleva, “Gate b19 – Preludio”

Monica Borettini, “A Romana che si credeva vento”

Alessandra Corbetta, “Parola sdrucciola”

Antonietta Fragnito, “Oggi poesia terapeutica”

Monica Martinelli, “Concentro i ricordi”

Serenella Menichetti “Virginia a pezzi”

Melania Milione, “Dimmi dove senti dio”

Carla Mussi, “Prima del tatto”

Flora Restivo, “A punto catenella”

Marisa Papa Ruggiero, “Sulla tomba dei Giganti”

Elisa Russo, “Nonostante il sole”

Alessandra Scarano, “Tivoli”

Alessandra Solina, “Connessione fluida”

Antonella Sozio, “Per sentirmi”

Rossella Tempesta, “Coltiva una solitudine limpida”

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Da una nuova valutazione dei lavori finalisti, è emersa la seguente classifica:

AUTORI VINCITORI :

Primo classificato: Monica Martinelli, “Concentro i ricordi”

Secondo classificato: Antonio Alleva, “Gate b19 – Preludio”

Terzo Classificato: Alessandra Corbetta, “Parola sdrucciola”

AUTORI FINALISTI a pari merito:

Monica Borettini, “A Romana che si credeva vento”

Antonietta Fragnito, “Oggi poesia terapeutica”

Serenella Menichetti “Virginia a pezzi”

Melania Milione, “Dimmi dove senti dio”

Carla Mussi, “Prima del tatto”

Flora Restivo, “A punto catenella”

Marisa Papa Ruggiero, “Sulla tomba dei Giganti”

Elisa Russo, “Nonostante il sole”

Alessandra Scarano, “Tivoli”

Alessandra Solina, “Connessione fluida”

Antonella Sozio, “Per sentirmi”

Rossella Tempesta, “Coltiva una solitudine limpida”

* * * * * * * * * * *

La Giura della Sezione Narrativa,

composta da

Daniela Carmosino, Marco Ciaurro, Caterina Davinio, Silvia Denti, Gianluca Garrapa, Francesca Mazzucato, Ivano Mugnaini e Caterina Verbaro

ha selezionato la rosa di autori qui di seguito riportata.

Autori Selezionati Sezione Narrativa:

Alberto Alassio, Anna Consilia Alemanno, Maria Letizia Avato, Susanna Barsotti, Marianna Bartolone, Antonella Bernava, Anna Bertini, Antonella Brighi, Antonella Buono, Piero Buscemi, Fausto Campana, Giovanna Caporali, Anna Elivia Cardella, Alfonsina Caterino, Giulia Sara Corsino, Laila Cresta, Sara Patrizia Daina, Michela De Mattio, Bernardo De Muro, Giuseppina De Vizia, Grazia Di Martino, Federico Fabbri, Lidia Falzone, Grazia Fiore, Luca Frediani, Alessandro Garella, Laura Gatto, Claudia Guaglio, Allegra Iafrate, Bruno Laganà, Alessandro Lanucara, Denise Lombardo, Giovanni Macrì, Marco Maione, Eva Luna Mascolino, Anna Moro, Silvia Nicita, Marco Patruno, Jean Luc Pinna, Donatella Pompilio, Maria Pia Quintavalla, Sarah Rezakhan, Marco Righetti, Laura Rochelli, Maria Pia Rosati, Teodora Stanciu, Alfredo Tamisari, Vincenzo Trapella, Auro Trivellato, Giuseppe Verrienti, Giuseppe Vetromile.

Un’ulteriore cernita ha evidenziato i racconti di diciotto autori, a cui è stata attribuita la qualifica di Segnalati:

Maria Letizia Avato, “L’eclissi”

Susanna Barsotti, “La scuola dentro”

Anna Bertini, “31 dicembre 2049 folle centro di un’epoca”

Antonella Brighi, “All’infinito”

Bernardo De Muro, “Il custode della follia”

Giulia Sara Corsino, “Duellum”

Michela De Mattio, “Aculei”

Giovanna Caporali, “Pozzi aperti nella campagna”

Eva Luna Mascolino, “John Barleycorn must die”

Anna Moro, “Oltre… lo sguardo”

Marco Righetti, “Il viaggio”

Maria Pia Quintavalla, “Augusta, Il naufragio”

Sarah Rezakhan, “L’angolo buio”

Teodora Stanciu, “Frammenti di vita”

Alfredo Tamisari, “Bambanamenti dell’insonnia”

Vincenzo Trapella, “Un patto spudorato”

Chiara Taormina, “Ofelia e Morfeo”

Giuseppe Vetromile, “Non di questa terra”

Altre letture e confronti hanno evidenziato i racconti dei seguenti autori Finalisti:

Maria Letizia Avato, “L’eclissi”

Susanna Barsotti, “La scuola dentro”

Antonella Brighi, “All’infinito”

Giulia Sara Corsino, “Duellum”

Michela De Mattio, “Aculei”

Giovanna Caporali, “Pozzi aperti nella campagna”

Eva Luna Mascolino, “John Barleycorn must die”

Marco Righetti, “Il viaggio”

Maria Pia Quintavalla, “Augusta, Il naufragio”

Chiara Taormina, “Ofelia e Morfeo”

Dal ulteriori letture dei lavori finalisti, è emersa la seguente classifica:

AUTORI VINCITORI :

Primo classificato: Maria Pia Quintavalla, “Augusta, Il naufragio”

Secondo classificato: Michela De Mattio, “Aculei”

Terzo Classificato: Maria Letizia Avato, “L’eclissi”

AUTORI FINALISTI a pari merito:

Susanna Barsotti, “La scuola dentro”

Antonella Brighi, “All’infinito”

Giulia Sara Corsino, “Duellum”

Giovanna Caporali, “Pozzi aperti nella campagna”

Eva Luna Mascolino, “John Barleycorn must die”

Marco Righetti, “Il viaggio”

Chiara Taormina, “Ofelia e Morfeo”

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I racconti degli autori finalisti, sia della Sezione Poesia che della Sezione Narrativa, verranno pubblicati in un volume edito da Divinafollia.

I vincitori delle due sezioni avranno inoltre la possibilità di pubblicare nel volume una selezione della loro liriche e dei loro racconti.

Divinafollia Edizioni si riserva inoltre di contattare altri autori, anche tra i segnalati, per proporre loro di inviare in lettura loro testi per un eventuale accordo editoriale.

Il presente comunicato sarà pubblicato anche sul sito Dedalus, sul sito di Edizioni Divinafollia e su altri altri siti, blog e portali letterari.

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Il Concorso, come specificato a suo tempo nel bando, non prevede una cerimonia di premiazione tradizionale.

Avrà luogo però, in autunno, nella data e nella sede che saranno comunicati via mail a tutti i partecipanti (presumibilmente a Pisa), un incontro informale tra alcuni componenti delle due Giurie e i concorrenti premiati, i finalisti e i segnalati per l’originalità delle loro opere.

Sono invitati fin d’ora a partecipare all’incontro i concorrenti al Concorso, anche non premiati, che volessero e potessero essere presenti.

In quell’occasione le autrici e gli autori potranno consegnare in lettura alle Giurie altri loro testi, manoscritti o editi.

Ad alcuni autori inoltre potrà essere proposta la presentazione dei loro lavori, editi o inediti, in Caffè letterari (tra cui il Caffè dell’Ussero di Pisa) o in biblioteche.

Marco Capponi, Augusto Benemeglio e Silvia Denti al Pentatonic di Roma

Si è tenuto, finalmente, l’evento tanto atteso al Pentatonic di Roma, sulla Laurentina, un incontro tra… extraterrestri. Voluto da secoli, dal grande Augusto Benemeglio, il quale, nel suo “La barba d’oro di Godot” ha disegnato e scritto a proposito di Silvia Denti autrice e del suo Inquietantismo. Ma assieme a Silvia, ovvero a me,  non poteva mancare il professor Marco Capponi, con la sua verve e le sue meravigliose narrazioni in chiave futurista, metaforica, fisica e… molto, molto romantica! Dunque tra “Estinzione”, “Le ragioni del caso e del destino”, “La casa sul mare del sociologo” e un po’ di poesia “Liquida”, non poteva che andare a definirsi un insieme di concettualità davvero dell’altro mondo, meglio: di altri mondi. Augusto Benemeglio, il grande filosofo, letterato e specialista in dissertazioni ed excursus di qualità, non poteva deludere il folto numero di presenti. Tutti attenti, affascinati, sia dal grande Capponi che da Augusto, nonché dalle musiche di Cesare Magrini ispirate a un vero mito della schiera dei cantautori, Fabrizio De André (n.d.r), che, insieme a Marianna Fedele, attrice giovanissima ma eccezionale e ottima violinista, ha intervallato i dialoghi intensificando il pensiero di tutti, la riflessione, il mondo interiore, visto da tutti questi occhi che si spendono quotidianamente per la scrittura innovativa. Un ringraziamento particolare va ad Anna Maria Curci, organizzatrice, la quale ha offerto a tutti grande ospitalità. In questa sede mi sento di dire un grazie immenso e a tutto cuore a Daniela Cecchini, che ha metto la sua famiglia a mia disposizione per due giorni.PENTATONIC APRILE 2018Di Augusto Benemeglio: botta, risposta e letture recitate con Marianna Fedele

 

  1. Ombra e fuoco

A: L’approccio con Silvia Denti è quello tipico  che si ha con una donna del “fare”, volitiva, energica, “tosta”, per usare un termine che le  è usuale e  che delinea tutta una sua etica, una sorta di linea Maginot contro l’inevitabile “transumanesimo”  prossimo venturo; una donna speciale, di quelle fatte d’ombra e fuoco, come il suo lontano avo, Michelangelo Merisi detto il Caravaggio, (è il suo paese  natio), una di quelle creature  sospese tra le musiche dell’organo e il vetriolo, costantemente impegnata, sommersa – per ragioni di lavoro – da  un mare di carta.

MARIANNA: “Oggi gli scritti volano come volatili da cortile/ e nidificano soltanto al gabinetto”

A: Ma Silvia Elena Denti detta “Divina Follia”, è ben decisa a scegliere solo

MARIANNA: “parole calate dall’alto dei cieli, / o anche profili dalle cantine, / purché non siano uno strazio di banalità / di questa preziosa carta!.

A: Silvia, perché DivinaFollia?

MARIANNA: E’ un omaggio a Platone, il quale spiegava: “Divina follia è quella del poeta ispirato che scopre in sé improvvise energie creative, quella del profeta che spinge lo sguardo nell’invisibile, quella di Dioniso che consente di entrare in uno stato mentale che i Greci definivano estasi, in cui un uomo percepisce di avere «un dio dentro di sé», e infine -«la migliore di tutte» , precisa Platone – la follia di Amore, che porta l’anima vicino alla sua vera natura. Divina follia quindi come malattia della mente, ma anche come potenziamento della personalità”.

A: Se tu la vedi sulla spiaggia contro la luce del sole e sullo sfondo dell’onda di risacca, Silvia è bellissima, una memoria d’incendio grigio-azzurro, una Venere dai capelli rossi appena creata dal mare, una dea che  scivola nei tuoi pensieri; è il cuore della grazia e del desiderio, il flauto pieno di silenzi, che si fa istante ed eternità, il sole tra le dita cieche  che contano i diamanti dell’onda, lo strepito delle maree  in mezzo ai frutti e alle battaglie omeriche, la stella che s’accende nell’immobile regione del primo mattino dell’universo.

MARIANNA: Sappi che dall’eterno non torneremo/ Allora vieni/ A inghiottire i miei silenzi salati/ sulle tue labbra,/ ché quel sorriso non potrai più averlo/ e nemmeno gli occhi  bucati dai miei/. Fallo stringendomi,/ eccedendo di braccia nuove,/ strappami il bacio irrisolto.

A: Ma se la rivedi come editrice o organizzatrice di concorsi letterari, in un’intervista su un net work lombardo, la ritrovi disfatta, distrutta dalla stanchezza, dall’ansia, dalle squallide vicende umane che fanno parte della nostra povera vita, con le borse sotto gli occhi, i capelli arruffati, la palpebra che “cala”. Ma ecco che appena riprende voce ritorna mito, un’Antigone che sfida l’ordine costituito, una che si ribella scegliendo un destino di sofferenza, sfidando i luoghi comuni e la propria capacità di soffrire “al di là del giusto”.

MARIANNA: Pettino le bambole/perché le bambole vanno pettinate/ e vanno loro tagliati i capelli, a spazzola, / coi ciuffi che stanno in piedi, / così chi te l’ha regalata – la bambola -/ s’incazza e ti sgrida////. trascende l’orologio/gravido di minuti/ non ho organza tra i capelli/ solo brusio di vento///….Laconica lacerante lucida/ lacrimante e lenta/ si abbatte – lambendomi – la notte…///I wish you were here. Now/ Autunno e lune suicide sulle vetrate.

A: Insomma diventa una da tragedia greca, una murata viva dai libri stessi che edita, e che spesso vengono crocifissi come i cento chiodi di un suo altro grande conterraneo, Ermanno Olmi. Silvia è una stakanovista, un’iperattiva che non ha mai requie, un’intranquilla, un’inquieta  (e non a caso ha coniato il neologismo: “inquietantismo”) che non ha quasi mai tempo neppure per il sonno , ma solo per i sogni. È una che…

MARIANNA: “Mastica e sputa /da una parte il miele/mastica e sputa dall’altra la cera”

  1. Le cose

A: Silvia si fa evocazione, è presente in noi scriba dalla mano volante del tempo, quel tempo che vola e va, quel  tempo che non ha età per i sogni, i desideri, le avventure,  e ci incalza, ci  brucia alle spalle come un vento forte di tramontana, sotto le amare vocali, gli avverbi, le sinestesie, l’interpunzione, la memoria senza più ardimenti, l’acqua viva che fummo, quando nacquero le prime parole e non ancora la lima e  le forbici che – zac! – le tagliarono tutte,  o quasi tutte,  senza pietà.  Sulle nostre teste di scorta, le parole si fecero cose borgesiane, preghiera immemore:

MARIANNA:  Le monete, il bastone, il portachiavi,/la pronta serratura, i tardi appunti/ che non potranno leggere i miei scarsi/ giorni, le carte da giunco e gli scacchi,/ un libro e tra le pagine appassita/ la viola, monumento d’una sera/ di certo inobliabile e obliata,/ il rosso specchio a occidente in cui arde/ illusoria un’aurora. Quante cose,/ atlanti, lime, soglie, coppe, chiodi,/ ci servono come taciti schiavi,/ senza sguardo, stranamente segrete!/ Dureranno più in là del nostro oblio;/ non sapran mai che ce ne siamo andati.

A: Silvia la troviamo nel grande scambio planetario che è oggi il web, in cui ci sono grandi potenzialità ma anche molti rischi nei legami virtuali. E la sua prima battaglia è quella delle inattualità delle parole, perché fa l’editrice d’avanguardia, la piccola editrice a caccia di talenti, che corre dietro ai sogni, che gioca sulla roulette del rosso e nero, e rischia sempre. Ma Silvia Elena Denti non è solo un editore da “Divina Follia” di memoria platonica, è tante altre cose (poetessa, critica letteraria, organizzatrice di concorsi letterari, giornalista, etc), una che va costantemente a caccia di quelle parole che spesso precedono le idee vere e proprie, e i cui termini hanno un valore terapeutico, magari  taumaturgico.

MARIANNA: Dillo/scrivilo col fiato/ spalanca/ le braccia/ all’azzurro!/////Le mie labbra/sulla tua bocca/riarsa e nuda!/// Chiediti /che senso potrebbe avere /il tuo sangue/ quale strada il tuo fiato/ laddove con te non ci fossi più io.

A: Gramsci avvertiva che la lingua è un prodotto sociale e che i mutamenti delle parole precedono spesso quelli culturali e politici. In una modernità complessa dove è facile cedere all’omologazione e al pensiero unico, la scelta delle parole e dei loro significati appare decisiva.  E Silvia è nemica  giurata del politicamente corretto, male oscuro e molto diffuso, ma è costretta a fare i conti, come tutti noi, con la crisi economica e deve guardare alle cose essenziali, le  più autentiche, e non è facile farlo  in questo nostro Paese nichilista basato sulla cultura dell’evanescenza e sulla politica (sulla quale è ormai inutile spendere parole di denuncia, di dispetto, di indignazione ), ridotta a gossip  televisivo. È impegnata soprattutto a distinguere quel che non è tutto inferno, cioè avidità, arrivismo, corruzione, invidia, successo, potere, sopraffazione,  che sono i  nemici giurati  della libertà.

MARIANNA: “Su tutte le pagine lette/Su tutte le pagine bianche//Pietra sangue carta o cenere/ Scrivo il tuo nome”

A: No, dice lei, non si dissipa ciò che si ama, a cominciare dalla vita, e poi ci sono gli affetti: ha una figlia che adora, Irenella, che è speciale.

MARIANNA: Sei speciale come le notti senza ombrello/ e hai gambe da gazzella, falò di carne tenera /e vellutata, falcate lunghe e gemelle/ E poi cammini da principessa pensierosa/ …Hai le mie mani addosso.

(Intervento di Marco Capponi: << Non ti commuovere adesso… gli occhi luccicano…>>

A: E le passioni, le memorie, e la ricerca della verità, che è l’imperativo etico di ogni vero artista. Gli uomini sono diventati vittime di immagini riflesse, viviamo nel tempo dell’inganno universale  e dire la verità è un atto rivoluzionario, che esige il dover navigare nelle tempeste e magari naufragare più volte, ma, a differenza dei capitani dell’antica tradizione che affondavano con la nave, “una donna-capitano sognatrice – dice Silvia –  non lascia mai il suo veliero nemmeno di fronte alla più dura tempesta, ne conosce i punti forti e i punti deboli, visto che se l’è costruito da sola giorno per giorno e poi anche se le accadesse di naufragare, riporta sempre a casa un pezzo di vela da cui ricominciare con le nocche delle dita”.

MARIANNA: D’alabastro/i piccoli nodi delle dita,/ ossa che stringono/mondi…/// Avvolgi la frusta del vento/Afferri un’esile luce/stella/ e il cerchio si forma sulla duna.

  1. L’amicizia necessaria

A: E lei è una che ha ricominciato mille volte (ricominciare è rinascere, diceva Pavese), una che ha fatto da apripista per un’accoglienza della poesia  presso i mass media, stampa e televisioni, e i  centri e le ideologie del potere, che considerano la poesia poco più  che un qualcosa di scolastico, un gioco letterario, anche – purtroppo – grazie al numero  impressionante di imitatori di mode e di  mediocri facitori di versi che ci sommergono e ci ammorbano un po’ dappertutto; Silvia Denti  lo ha fatto seguendo itinerari inconsueti, da poetessa dadaista.

MARIANNA: “Ho trovato la tua voglia di baciarmi nell’irresistibile contatto di luci/ là dove lo sfondo di carta assorbiva/ lo stomaco degli occhi/ e la luna caduta nel mare s’appropriava della notte…

A: Una poesia che ruota intorno alla parola, sciolta del contesto, con cui gioca creando composti e associazioni, tipo le arpiadi di Jean Hans Arp, quello del Pastore di Nuvole, il rilievo monumentale che troviamo all’Università di Caracas.  Silvia è una che vola sulle corde di un’altalena per prendere il vento alla schiena, come una ragazzina nuda alla luce.

MARIANNA: “Dimmi, qualche volta/ non ti vola via il cuore?”//Sorridi con aliti di musica/ là fuori nemmeno una stella.

A: Ma è anche una che si spezza mille volte le reni per rompere gli schemi, una che attraversa i ponti della terza resistenza, e ogni tanto se ne va sulla spiaggia per affondare i piedi nella sabbia e ascoltare il silenzio del mare. Sa essere una signora dell’anima, ma anche una guerriera indomita aliena da qualsiasi sentimentalismo e morbidezza, energia allo stato puro, cocktail di favola disciplina e sofferenza, un mazzo di foglie che sparge nell’aria come fossero ali d’uccelli mai nati, voli impossibili destinati ad un fuoco bianco. È una che non crede al destino ( … “è un’invenzione di gente fiacca e rassegnata”, dice citando  Silone), ma al volli fortissimamente volli alfieriano. Silvia crede molto nell’amicizia, un valore necessario, indispensabile nella vita come l’acqua e l’aria che respiriamo, che è – diceva Simone Weil:

MARIANNA Un dono raro, un miracolo, perché è il contrario della sopraffazione, della violenza, ma anche dell’indifferenza e della disattenzione. L’attenzione è la forma più rara e più pura della generosità.

A: E lei mette una particolare attenzione in tutte le cose che fa, rivelandosi e disvelandosi per quel che è, senza trucchi o maschere, senza infingimenti.

MARIANNA: Per accedere all’amicizia è necessario conoscerne il valore autentico: nessuna faciloneria o cordialità a buon mercato, peggio di tutto l’adulazione, la lusinga, il servilismo. Per conservare l’amicizia – diceva Cicerone – non avanzare mai richieste immorali, né esaudirle se richieste.

 

  1. L’infinito

A: Silvia è una che continua a inseguire la bellezza nelle cose del mondo.

MARIANNA: In te ancora infebbra il tempo che sta guarendo” //Sogno un tuo abbraccio /umano / in questa terra disumana.

A: “La bellezza salverà il mondo”. Lei continua a crederci, nonostante tutti gli inganni, le disillusioni, le tormentose vicende della sua esistenza, le ginocchia spezzate; è una che cerca una maggiore pienezza di esistere rispetto allo sperpero quotidiano che facciamo della nostra vita, che tenta di plasmare, o tradurre in una forma ideale, ciò che la vita dimentica per strada, dissimula, o è incapace di esprimere: portare alla luce il nostro vero io. Lei si fa scultrice di talenti, in varie forme (corsi di scrittura creativa, concorsi, simposi, etc), mettendo a nudo se stessa, scolpendo senza sosta la propria effige (vds. Enneadi di Plotino).

MARIANNA: “Cercate di ricondurre il dio che è in noi al divino dell’universo, scolpite, anima e corpo, la vostra statua”.

A: Sotto certi aspetti la Denti   richiama lo spirito del regista Carlo Mazzacurati, autore di storie poetiche e inquietanti, dove personaggi normali sfidano le abitudini per afferrare un pezzetto di vita migliore o per difendere un barlume di giustizia. Ma dentro di sé rimane un’anima romantica, la Silvia   dei miraggi leopardiani, dei veroni, le sudate carte e i paterni ostelli, con il balcone domestico affacciato sul cosmo.

MARIANNA: Ho trovato la tua voglia di baciarmi nell’irresistibile contatto di luci/ là dove lo sfondo di carta assorbiva/ lo stomaco degli occhi/ e la luna caduta nel mare s’appropriava della notte…/ la musica era suono vero/ la spiaggia capovolta rubava posto al cielo.

A: Nell’esprimere la sua “divina follia”, che è vertigine, capogiro della propria esistenza fisica e spirituale, è come un fascio di energia, una forza luminosa e buia, che insegue quel sentiero difficile e pieno di ostacoli che è l’utopia. Che è un sogno, una passione, uno spazio di conquista, ma anche un rischio e un’agonia. Un sentiero che conduce, – di diritto, – al mito leopardiano, all’immaginario, all’illusione dell’Infinito.

(Roma, 15 aprile 2018                                            Augusto Benemeglio)

 

MARCO CAPPONI, IL PENSATORE, PITTORE D’IMMAGINI E DI PROFUMI

Giungere alla pubblicazione di “La casa sul mare del sociologo”, dopo “Estinzione” e “Le ragioni del caso e del destino”, è orgoglio allo stato puro. Un libro che nasce grazie alla partecipazione dell’Autore al concorso “L’Incontro Letterario 2016”. “La casa sul mare del sociologo” ha colpito una giuria importante, composta da tutti addetti ai lavori, e tutti d’accordo nel constatare la meraviglia della narrazione, l’ottima sintesi e l’infinità di sentimenti emotivi, attuali, quotidiani che il leggerlo procura. Un racconto breve, come richiesto dal bando, ma immenso per molti altri aspetti che toccano la sensibilità umana. Marco Capponi racconta l’Italia, la centra al cuore, ambientando la storia nelle Marche, terra oggi colpita per catastrofi naturali, ma ancora abitata da gente buona e altruista, che ben rappresenta il popolo italiano. Il mare, che accarezza quasi tutte le regioni, è il grande protagonista. Quel mare che ci porta, quotidianamente, barconi con uomini che fuggono da realtà orribili, quindi nuove etnie, diverse religioni, modalità di vita, colore della pelle, con tutto il bene e il male conseguenti, l’altra parte dell’universo, insomma, che prima o poi raggiungerà l’obiettivo di far nascere nuovi popoli e di unirli. Forse noi non ci saremo più, forse i nostri discendenti avranno figli dagli occhi neri e dalla pelle ambrata, ma i loro volti saranno sereni, si sentiranno al sicuro, avranno abbracci veri e non conosceranno le guerre. Chissà. Da un quadro nasce tutta la narrazione, il simbolo della previsione che possiamo fare oggi per un futuro davvero migliore, di fratellanza e di unità dei popoli pronti a combattere un’unica battaglia: la difesa della vita, sempre.

Come precisa Mauro Zani quando, dopo la lettura del famoso attore Ivano Marescotti di “Estinzione” su Youtube (in una grande interpretazione): <<Il Capponi ha un delicato fare con l’universo femminile che è solo suo, una misticanza di carezze, sempre teneramente distribuite, come si fa quando passa il vento sfiorando i capelli…e chissà se l’estinzione e relativa ri-nascita sarà attribuibile alla figura femminile…>>.

Ha un bel dire Augusto Benemeglio che centra pienamente l’obiettivo ascoltando le riflessioni filosofiche del Capponi il quale chiede di essere letto non come fisico/professore/studioso, ma come un narratore del nostro tempo e un uomo semplice, come si definisce, che ha tanto da offrire e da trasmettere emotivamente: <<Marco, la tua forza sta nel mistero e nell’affascinare con le tue mirabili pitture in parole, sei magia, sei il faro che illumina il cosmo dell’umanità.>>

Augusto Benemeglio, quando fa suo un libro lo segna, lo riempie, lo irriga di luce, aggiunge ed esalta quel che è rimasto nascosto, lo rende vivo.

“Agenzia stampabile” è invece un romanzo breve, capace di dimostrare l’abilità di Capponi nel narrare. Intensa, sentimentale e un po’ thriller moderata, godibilissima, intrigante e ben architettata, la storia è sempre ambientata nel cuore della nostra bella penisola. Un investigatore divenuto cieco che cambia residenza assieme alla sua famiglia, ma subito, nel nuovo paese, incappa in un caso che lo appassiona inerente a una bimba scomparsa che gli tocca le corde dell’anima, le conseguenti ricerche, poi un amore molto speciale, la musica, una giovane violinista e tanti colpi di scena. C’è una particolarità in questo Autore che adoro: riesce sempre a farmi amare i protagonisti, anche quando non hanno il ruolo di buoni, come se in loro ci fosse comunque una parte positiva e degna di attenzione. Abilità lodevole di chi sa scrivere e soprattutto sa come farlo. Il romanzo mi ha ricordato i Gialli Mondadori che leggeva il mio nonno materno (appassionato incallito), allo stesso modo ben scritto, che ti fa venire voglia di sapere come andrà a finire, mosso e mai pesante. Anche qui molta attualità, introspezione, umani cedimenti e consapevolezza di quel che siamo, appunto, piccoli e umili esseri che vagano nella tempesta della vita.
Poi, nell’ordine, troviamo “L’ultimo capriccio”, una chicca che va a chiudere il cerchio ed è il sequel di Agenzia Stampabile, ovvero, i protagonisti sono gli stessi, il caso di cronaca da setacciare è un altro. Qui molte dinamiche accennate nelle storie hanno dei risvolti e delle naturali variazioni, ma è un racconto dall’intrigo all’ennesima potenza, come se il caro Occhio di Lince volesse rincarare la dose di adrenalina.
Due narrazioni ben distinte (due perché la prima si discosta dalle seconde che sono l’una il seguito dell’altra), certo, ma entrambe efficacissime, che ci regalano un altro libro di questo Autore ormai definibile come un vulcano eruttante fantasia a fiumi, uno che sa osservare, intuire, costruire. Mi aspetto nuove evoluzioni, grandi colpi di penna dal Nostro, perché conoscendolo so che avrà ancora molto da offrirci e noi ne saremo ben entusiasti, anzi, di più. Stiamo già aspettando.

Silvia Denti

 

Profumo di Elicriso di Anna Moro, edizioni Divinafollia, collana Fuorionda

ANNA MORO COPERTINA JPGSta suscitando discreto interesse il romanzo verità di Anna Moro, incuriosendo i lettori per l’immagine di questo fiore odoroso e un po’ somigliante alla mimosa, l’elicriso, tipico di alcune zone della bella Sardegna. Il profumo è inconfondibile, ma non tutti possono conoscerlo, ovviamente, però l’Autrice ne fa venire la voglia, riesce a descriverlo con fatti e avvenimenti che rimangono indelebili nella sua memoria, compreso il profumo del fiore. Chi non ha ricordi legati a una fragranza, un odore, scagli la prima pietra! Se ne conservano le sfumature persino dei racconti di quando rimaniamo coinvolti da storie che i nostri nonni ci tramandano, alcune davvero accadute, altre romanzate. In questa narrazione c’è la storia vera, nuda e cruda di due famiglie, in combutta da secoli, un po’ come i Capuleti e i Montecchi, pur non essendoci da protagonista principale una dolce e drammatica storia d’amore. Tanti personaggi invece, che hanno risvolti oscuri, spesso differenti da quel che sembrano, rivelazioni sul filo della suspance, pagine di tensione e scorrimenti di immagini sempre molto vivide, chiare, davvero belle da intuire e da conoscere. Insomma, Anna Moro è stata capace di trasporre un periodo storico lontano quasi un secolo descrivendo una terra forse ancor più bella allora, con quelle tradizioni e rituali, semplicità esistenziale e abitudini rurali che è giusto scoprire, poiché si sa, nei libri di storia non v’è riportato proprio tutto, ma è bello che il passato insegni e le origini sono la base del futuro. 100_4673Più precisamente, ci fa intendere il contenuto Ivano Mugnaini, nella sua prefazione al romanzo, posto nella collana Fuorionda:

<<…L’elicriso evoca in modo immediato un luogo, un tempo, ricordi, sogni, una famiglia, un ambiente schietto, aspro, violenze e passioni, sofferenze e slanci, sopraffazioni ataviche e sete di giustizia. Il romanzo contiene una passione forte ma lucida, in grado di rendere la narrazione adeguatamente cadenzata, adeguata ai tempi e alla società descritti, la Sardegna di alcuni decenni fa. Come l’autrice stessa ha dichiarato, Profumo di elicriso è stato scritto per conservare la memoria di un episodio realmente accaduto a un suo bisnonno, ultima vittima di una lunga faida, ucciso per la sua sete di giustizia e di legalità quasi mai presenti in quello scorcio di secolo in Sardegna. E non solo in Sardegna, verrebbe da aggiungere. La narrazione nasce dunque da una motivazione personale fortissima. Ma partendo da questo dato individuale, dalla memoria familiare più intensa e viva, riesce ad andare oltre, assumendo, senza forzature, senza vane pretese didattiche e senza tirate morali, un valore più ampio, universale, evidenziando tramite gesti e sentimenti autentici, nudi e crudi, l’eterno contrasto tra la bassezza e la volontà di elevarsi, tra la violenza e l’aspirazione a un’esistenza più umana e armonica.

La storia narrata unisce senza forzature, con una dovizia di dettagli concreti, oggetti ed espressioni dialettali, la storia individuale e familiare e la descrizione di un mondo che sembra lontano eppure costituisce in modo saldo le nostre radici. (…) Il tono, la compattezza, la solidità del testo, sono basati anche sul richiamo a frasi in lingua sarda, e, su un piano più ampio, su cadenze e ritmi di una civiltà secolare che è stata raccontata da voci significative, come Grazia Deledda. (…)

Profumo di elicriso regala, anzi restituisce il gusto di una scrittura sobria ma non sterile e vuota, priva di acrobazie sintattiche e lessicali, numeri da circo ed effetti sbalorditivi, ma mai aliena all’emozione del racconto, la volontà e la necessità dell’affabulazione, qui ulteriormente accentuata dalla profonda motivazione personale, il desiderio di tener vivo il ricordo di un parente che è diventato simbolo della sete di pace e di giustizia di una famiglia. Anna Moro racconta qui qualcosa che le sta a cuore. Ma senza farsi offuscare dalla rabbia o dalla commozione. La sua è una passione controllata, ossimoro tecnico conquistato passo dopo passo, con una cadenza lenta e solenne, con un brio serio, di sostanza, tipico della gente sarda.

La violenza è una delle forze protagoniste del libro. Non viene mai esaltata, però. Non c’è mai la descrizione dettagliata e compiaciuta del gesto aspro, disumano, neppure per raccontarlo con odio. Lo sdegno è presente ma adeguatamente misurato. L’astio sarebbe comunque una forma di adesione ad un modello di vita che viene rifiutato in tutto e per tutto, una mentalità di sopraffazione costantemente respinta e disconosciuta.

Il libro possiede una sua dignità e una forza narrativa, che, lo ribadisco, è originale, non standardizzata, una compattezza interna e una coerenza, sia tematica che formale, che lo rendono credibile e gli conferiscono un suo specifico fascino, il sapore accattivante di ciò che è genuino, come un pane casalingo che sa trasmettere l’odore e il sapore della terra, il sudore, la fatica, ma anche la gioia dell’appartenenza ad un nucleo, ad un memoria collettiva che nasce da infinite storie individuali, tutte uniche ma unite da un filo di destini.>> (Ivano Mugnaini).

Buona lettura a tutti, complimenti all’Autrice!

Silvia Denti

Le copertine di DIVINAFOLLIA EDIZIONI

Ancora, una bella copertina di Piero Ceriani, l’artista che illumina le pagine del romanzo, “L’Onore e L’orgoglio”, di Domenico Demichelis, una storia surreale ma non troppo, proiettata in un futuro apparentemente impossibile ma… non troppo, anzi. Sarà questa storia l’inizio d’un percorso nuovo per l’umanità? Finiranno le guerre? Ci saranno popoli in pace, finalmente? Tutto è da scoprire, ma nel romanzo accadono avvenimenti importanti, intriganti, vicende che offrono molte vie per raggiungere e ritrovare i valori perduti, il senso della famiglia, i valori, l’amore e i popoli uniti. Fantascienza? Scopritelo leggendolo! Intanto Ceriani ci regala il colpo d’occhio disegnando cavalieri e cavalli simbolicamente al centro della nostra penisola, in Roma, dove il Colosseo troneggia e abbraccia la storia. Il resto è tutto da leggere.

Silvia Denti

DEMICHELIS COPERTINA

Le copertine di DIVINAFOLLIA con l’artista Piero Ceriani

PAOLA 4 COPERTINANella cornice di un esperimento ben azzeccato e molto simbolico, si cela un volume particolarissimo e unico, Malattia d’amore, scritto da un’Autrice che utilizza solo un nome di battesimo, forse nemmeno il suo reale, un nome comune, semplice, breve; senza l’aggiunta di un cognome, una sorta di nickname. Sarebbe bello appellarla come la misteriosa poetessa dell’era moderna, l’era che segna un inizio in tutto ciò che riguarda l’arte, di qualcosa di nuovo e di mai così palesemente trattato: l’Amore! “E che novità sarà mai?”, domanderete. Da che mondo è mondo dell’amore se ne dice, eccome, fin dall’inizio della vita, coi grandi, dai miti greci, come  Zeus ed Era, a Socrate, Virgilio, Dante, Tasso, Boccaccio, Petrarca, fino a Leopardi, Montale, Ungaretti, ecc. ecc. E allora ditemi: avete mai visto un dipinto come quello di questa copertina?* Sono certa di no. Ecco, allo stesso modo è il contenuto. Sconosciuto. Però parla d’amore. L’amore, sì, ma quale? Nemmeno Platone in questo caso, con tutta la sua benedizione, può venirci in aiuto. Semmai lo fa assieme alla follia, che è sempre divina, la stessa che ci consentirà di aprire il cuore all’amore matrice di tutti gli amori, quello asessuato, quello che va oltre ciò che siamo, ben lontano da come siamo venuti alla luce, parte da un punto celato in noi, che non vede chi siamo, quel punto è a sua volta disperso e non ha possibilità di vedere, avverte solamente il pulsare dell’essenza, qualcosa che muove dentro, come fa il mare quando incontra l’onda, o come il cielo nel sole, nella pioggia, fusioni che sanano il dolore d’esistere. Questa Autrice preferisce l’anonimato per far riflettere, per non influenzare in alcun modo la lettura con preconcetti o partenze sbagliate dei nostri occhi, che vigili e attenti scrutano dentro alle parole, pagina dopo pagina.

Mi sono avvicinata alla lettura di questo libro come un cieco quando tocca un oggetto inesplorato. Dapprima mi sono sentita confusa, un po’ sperduta, poi ho iniziato a sentirmi, per come vibravo, per come potevo percepire e intuire, comprendere e vivere leggendo questa meravigliosa emozione che solo l’Amore più puro può infondere. Come può un bambino di due anni amare? Può, eccome, e anzi, quel suo trasporto scevro da ogni turbamento esteriore, ormonale, sociale, lo vivrà solo a quell’età. E probabilmente sarà e resterà il suo unico e vero amore. Un essere umano può amare migliaia di volte, ma solo d’un sentimento assolutamente integro, non intaccato, potrà ricordarne i contorni anche dopo la fine della sua esistenza.  Sto facendo della filosofia? Forse, oppure sto semplicemente constatando i limiti dell’uomo, posto sulla terra da chissà chi e per chissà quale motivo. Ma l’individuo è qui perchè fa parte di un universo ancora pieno di misteri, e una certezza, che è probabilmente l’unica, c’è: ogni persona ama. Dunque, da dove arriva l’amore? Dalla mente, dal cuore, dalla pelle, dal sesso o… da un punto non preciso che poi, per contaminazioni e convenienza viene deviato e collocato in qualche strano canale? Credo sia qui il nodo. L’amore arriva da… non si sa dove e quando lo si riesce a prendere prima che venga in qualche modo contagiato, rimane puro. Ecco perchè il bambino può amare! Ecco perchè la nostra Autrice ama, in questo libro, andando oltre.

Non voglio aggiungere altro. Vi prego di leggere con l’anima, con i sensi, con la sincerità di cui siete capaci, usando sì gli occhi, ma soprattutto i battiti che sentirete dentro, non ve ne pentirete. Vi riscoprirete.

Silvia Denti

*Il dipinto in copertina è dell’Artista Piero Ceriani, veneziano, che fa della sperimentazione pittorica la sua nuova serenità, come ama definire egli stesso, il suo nuovo motivo di vita. Ceriani ci regalerà altri capolavori, ha maturato un tratto pittorico davvero singolare e fuori dagli schemi: lascia immaginare, poi tratteggia con precisione, poi, ancora, vola in astratto e utilizza colori meravigliosi.  A lui il nostro più sincero grazie per questa collaborazione e per le prossime che verranno.