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Ivano Mugnaini interpreta la poesia di Franco Di Carlo

Franco Di Carlo La morte di Empedocle, Edizioni Divinafollia, 2019

 

Molto è stato detto e scritto riguardo al recente libro di Franco Di Carlo La morte di Empedocle. Se ne occupati critici ed autori di spessore. Ne ho selezionati due, anche in virtù del loro speciale legame, professionale ma anche “empatico”, con l’autore di Genzano. Qui in calce troverete uno stralcio degli interventi dei due colleghi-amici di Franco: Cinzia Della Ciana e Giorgio Linguaglossa, con l’indicazione del link a cui potrete leggere gli articoli completi.

Nello spirito di questa rubrica, Letti sulla Luna, il cui intento è quello di indicare “oggetti terrestri” interessanti, spesso si tratta di libri, mi limiterò per quanto mi riguarda a fornire le coordinate essenziali e qualche mia impressione, da osservatore, consigliandovi di approfondire la conoscenza con i suddetti oggetti nel migliore, anzi, nell’unico modo possibile: cercandoli, e leggendoli (attività che è ancora possibile sulla terra, non è soggetta a restrizioni e, anzi, è consigliata).

“Non sono interessato alla poesia, / sono fatto di poesia e di nient’altro”, scrive Di Carlo. Ecco. Basterebbero questi due versi. Per tante cose. Una di ordine “pratico”: andare a cercare il libro e magari comprarlo. La seconda consiste nell’indicazione dell’impronta, dello stampo dei versi e dell’autore: la capacità di essere schietto, raccontandosi senza infingimenti, andando dritto all’essenza di ciò che davvero conta, i distinguo, le scelte, le condizioni innate e tuttavia rafforzate da anni di studio e dedizione assoluta e sincera.

Tertium non datur, sostenevano i latini. Invece qui un terzo elemento è concesso ed è rilevabile, ed è di natura “musicale” potremmo dire più che contenutistica (e qui Cinzia Della Ciana, poetessa legata alla musica, sarà contenta): si tratta del ritmo adottato, per volontà e/o per istinto da Di Carlo. Sintetizzando potremmo dire che si muove all’interno di una gamma di suoni, vibrazioni, assonanze e consonanze che oscillano tra classicità e modernità. O, meglio, è più esattamente, attualizzano, anche a livello di suoni, la classicità, ossia la capacità di dare peso ad ogni sillaba senza mai sovraccaricarla o renderla eccessiva, ridondante. “Gli dei camminano potenti – osserva l’autore – annunciano il barlume di una Mitica forma poetica”. Ogni scrittore e poeta, ma direi in termini più ampi ogni uomo, si sceglie un ritmo, una musica individuale. La propria colonna sonora esistenziale. E al ritmo di quella musica muove i suoi passi e fa muovere i propri pensieri, i gesti, le parole. Franco Di Carlo ha scelto una classicità attuale. Non attualizzata, è giusto specificarlo. La sua poesia è attuale perché si muove su cadenze che ricalcano la necessità della sostanza, della corporeità che si eleva alla ricerca di qualcosa che va oltre. Quell’essenza Mitica distingue l’effimero da ciò che permane. Questo aspetto è stato trattato anche da Silvia Denti nella nota introduttiva e da Andrea Matucci nella prefazione. Riguardo all’uso della rima Matucci opportunamente rileva che Di Carlo “ne libera talvolta la carica ironica nel ripetersi del distico baciato”, ma più spesso “ne sfrutta l’intensità sonora lavorando sui suoni della parola e sulle sue componenti germinative”.

Come suono, direi come canto, con la distribuzione accurata di musica e silenzio, vuoto e pieno, analogia e contrasto, si dipanano i versi di questo libro. Fin dai titoli dei vari componimenti, a tratti quasi ossimorici (“Nostalgia della morte”) oppure basati su “contrappunti” o accostamenti di natura pressoché sinestetica: (“Figure del desiderio”; “Sguardi notturni e suoni lontani”).

La poesia de “La morte di Empedocle” si muove tra estremi di sensi e parole, tra contrasti e inter-azioni profonde. Tra sintesi e distensione, alla ricerca del nucleo essenziale. Quello che nasce dalle parole e ad esse ritorna, come il canto di una fine che conclude un mondo e ne apre uno nuovo, ad esso strettamente correlato. “Duro e concreto il sentiero più arduo”, così si apre il componimento “Canto barocco” di pagina 20, che alla fine, con un procedimento che potremmo definire in senso ampio “paratattico” elenca “solitudini metafisiche e orrendo panico, / rive e foreste, campagne e deserti / cerchi cornici gironi e cieli concentrici”. Ma il libro, e la sua musica, è fatto anche di note più lievi, come a pagina 30, nella poesia “Fragile vana foglia”, il cui esordio è una descrizione che racchiude in sé, come certe liriche orientali, il senso di un istante che si estende oltre i confini temporali: “Sciolta nell’essere si confida col sole / l’erba viva”.

Moltissimo resta da dire di questo libro. Vari spunti ed elementi interessanti sono racchiusi negli stralci delle note di lettura di Della Ciana e Linguaglossa. Ma il consiglio da qui, dalla base lunare, resta quello di leggere i testi di persona sfogliando pagina per pagina, confrontando i propri ritmi, le proprie visioni e sensazioni con quelle dell’autore. Perché, come osserva lo stesso Di Carlo nella poesia “La conoscenza” di pagina 35, “Il poeta conosce modi e termini. / Li misura e rivela trattenendo la parola data. / Nulla perdendo. Afferma il mistero. / Compone il suo dire sgomento, / il suo canto nascosto e stupendo.”

       IM

 

 

Il genius loci nella poesia di Franco Di Carlo. Commento di Cinzia Della Ciana in occasione della presentazione del libro La Morte di Empedocle presso l’Enoteca Letteraria in Roma

Non si può capire la poesia di questa nuova silloge di Franco Di Carlo “La morte di Empedocle” (Edizioni Divinafollia, 2019) se non ci poniamo una domanda: da dove viene, dove è nato, dove vive ed è vissuto l’autore? Franco Di Carlo ha il privilegio di esser nato e di esser rimasto sempre a vivere a Genzano di Roma, un borgo incantevole che fa parte dell’area dei Castelli Romani. Cercherò di proiettarvi la vista di quei suoi luoghi al fine di trasportarvi in quei siti così suggestivi e carichi di peculiarità. Genzano si affaccia sul lago di Nemi e con la stessa Nemi, borgo fratello, fa da castone in corona sul cratere del lago. Un lago vulcanico che è un cono rovesciato e le cui superfici sono ricoperte di boschi e di arbusti mediterranei, colorate di verde intenso, quasi viscerale, un verde cupo palude che la sera vira al rosso amaranto. Un lago vulcanico, dunque, le cui acque di giorno sono atre, intrasparenti, oscure nel senso che non consentono di scorgere cosa vi sia sotto e tu quasi meccanico ti senti attratto e ti poni interrogativi su cosa nascondano. E la storia impera perché questo era il luogo di villeggiatura preferito dall’Imperatore Caligola che su quello specchio fece adagiare appositamente due preziosissime navi, come palazzi galleggianti per i suoi giochi e riti, poi affondate dagli oppositori e per secoli custodite dalle acque del lago. Acque che – mutuando la poesia di Ungaretti “Lago Luna Alba Notte” in “Sentimento del tempo” – al crepuscolo diventano quella “conca lucente/che trasporti alla foce del sole” e con la luna fanno tornare “colma di riflessi l’anima” e “acre la notte”. Una ripa scoscesa che come “impallidito livore rovina” (sempre mutuando la poesia ungarettiana), un imbuto che rimanda alla discesa ai regni ultraterreni e che è intersecato da quello specchio liquido giammai occhio, ma ombelico misterico che ti risucchia. Sì perché c’è un’aura di innegabile mistero che ti pervade quando arrivi sopra al lago di Nemi e cammini in una sorta di abbraccio da Genzano a Nemi. Due centri antichi che nascondono le loro tracce nella storia del loro nome, per entrambi legato a divinità lunari. Il toponimo Genzano secondo alcuni va riferita a Cynthia – termine usato per indicare la Luna (di cui Artemide era la divinità nella mitologia greca) – mentre Nemi da Nemus (letteralmente bosco) denominazione, spesso accompagnata da aggettivi o complementi di specificazione (“Nemus Dianae”,”Nemus Artemisium”, “Cynthiae fanum”), con cui era conosciuto il tempio di Diana che sorgeva sulle sponde del lago. E qui si ritorna al paesaggio. Alla divinità dei boschi e della caccia e della fertilità, era consacrato l’intero bosco circostante il lago, e tale culto è ancora oggi vivo se si pensa che adepti accendono candele su altari fra i resti dello scavo che mostra i fasti dell’antico tempio, gli imponenti nicchioni e i poderosi portici. Qui avverti ancora presenze divine, dietro i “fragili cespugli” di mirto avverti che si nasconde un fauno e ti pare di udire “celati bisbigli”, dietro le felci spunta una ninfa e passi di uomini e donne pervasi da danze e riti. Qui il bosco è selva e i lecci, le querce, l’alloro infatti pulsano per iniziati ai riti e ti pervade un senso di sacralità. Improvvisamente non sei in mezzo alla Natura, ma sei in mezzo alla storia che è “sacra”, ai miti, a ciò che non si rivela, all’esoterico inteso come sapere interno, come quegli insegnamenti che nell’antichità greca Pitagora e Aristotele impartivano ai soli discepoli atti a comprendere i segreti della natura. Sei in un universo dove avverti la correlazione dei quattro elementi fondamentali (aria, acqua, fuoco, terra) e la mescolanza di origine, nascita e morte. E non solo, perché qui l’aria punge la sera e dall’alto di Nemi godi il privilegio raro di tramonti che dal lago volano al mare in fronte. Oltre il cratere, infatti, si stende una fascia di piana che separa l’ombelico dalla vastità del mare che tutto abbacina e tutto risolve. Ecco in questi luoghi è nato, si è formato e ha scelto di vivere il Poeta Franco di Carlo, un poeta filosofo che è impregnato dal genius loci. In lui, come fu per Ungaretti all’epoca del soggiorno a Marino, il territorio si trasforma in paesaggio carico di suggestioni mitopoietiche, dove i miti, le leggende, i misteri, la storia, non si riducono a sterili forme retoriche, bensì a vitali archetipi, dei quali il poeta si nutre e con essi si fonde in una realtà primigenia.

( L’articolo completo si trova a questo link: https://cinziadellaciana.it/2019/07/28/la-morte-di-empedocle-lultimo-libro-di-poesie-di-franco-di-carlo/ )

 

Il Punto di vista di Giorgio Linguaglossa

Perché il poeta di Genzano si occupa della «morte di Empedocle»?, di un fatto così lontano nel tempo che è diventato mito? C’è qualche rassomiglianza tra la situazione politica e sociale della Sicilia del quinto secolo avanti Cristo e la attuale? Empedocle nasce attorno al 490 a.C. ad Agrigento, da una famiglia ricca di parte democratica, posizione che condivise e sostenne, anche se, a parere di alcuni studiosi, non partecipò mai ad attività di governo della sua città; ma su questo ci sono opinioni divergenti, lo Zeller afferma che fu a capo della democrazia del suo paese; possiamo quindi presumere che in qualche modo egli abbia partecipato attivamente al governo della sua città ma con un ruolo super partes, in modo non diretto. Muore a 60 anni in esilio nel Peloponneso, probabilmente perché abbandonato dal favore popolare e allontanato da Agrigento, verosimilmente perché il suo progetto politico in favore del popolo fallì, con conseguente esilio decretato dagli ottimati. Penso che l’intendimento di Franco Di Carlo sia stato quello di mettersi idealmente e in immagine nei panni del filosofo greco, e di qui riprendere a tessere, attraversando i millenni, il filo di una meditazione poetica che si situa nel sottilissimo confine tra la meditazione filosofica e quella poetica.

La crisi dei nostri giorni richiede anche alla poesia di ripensare il proprio statuto di verità e di dicibilità, ecco la ragione per cui la poesia si snoda con un linguaggio suasorio e assertivo dove il locutore può argomentare in modo esaustivo e pacato come quando si parla in solitudine tra sé e sé, infatti le interrogazioni sono tutte rigorosamente implicite, il senso non abita in ciò che si dice ma in ciò che si evita di dire, in ciò che non può esser detto, in quanto il rispondere non si dice, dunque non enuncia il proprio senso; il rispondere lo afferma senza dire che lo afferma, in tal modo il senso è implicito e lo si esplicita se viene indicato ciò che è in questione nel rispondere, ma il rendere esplicito il senso equivarrebbe ad impiegare frasari aperti dove il locutore impiega le proposizioni per quello che sono: o interrogative o affermative, in modo dilemmatico e antinomico. È questo procedere nascostamente dilemmatico il rovello del discorso poetico di Di Carlo; quello che il poeta di Genzano chiama «Apparato Tecnico» è il pericolo che incombe sulla civiltà, e allora occorre riannodare i fili del pensiero poetante, ricominciare da Empedocle.

Ho scritto in altra precedente nota critica che Di Carlo “preferisce il lessico colloquiale, il tono basso, gli effetti contenuti al massimo, un passo regolare e simmetrico. Ovviamente, oggi non si dà più una materia cantabile e, tantomeno, un canto qualsivoglia o una parola salvifica da cui toccherebbe guardarsi come da un contagio della peste. E allora, non resta che affidarsi ad «un appello / al dialogo destinato a restare / Inespresso, una parola staccata / e lontana». La «Vicinanza nostalgica» è «la parola [che] nomina la cosa»; siamo ancora una volta all’interno di una poesia della problematicità del segno linguistico, ad una poesia teoretica che medita sul proprio farsi, sulle condizioni di esistenza della poesia nel mondo moderno, poiché la direzione da perseguire è l’esatto opposto di quella che vorrebbe inseguire lo svolgimento del «progresso», ma un «regresso» calcolato e meditato è la tesi di Di Carlo: «questo è il processo regresso da avviare sulla strada / del pensare, arrivare al luogo scelto / opposto a quello voluto dal progresso nell’Apparato Tecnico»”.

Ma il tono basso, il lessico intellettuale, i convenevoli stilistici di cui questa poesia non fa mistero, sono le sue medaglie al valor militare, sono il pegno che la poesia deve pagare per la povertà dell’epoca attuale. Di Carlo fa poesia mentre costruisce la sua meta poesia sulla poesia, opera una riflessione davanti allo specchio di un’altra riflessione, prende a prestito Empedocle e medita sulla problematica sopravvivenza della poesia nel mondo di oggi, sospesa a metà tra pensiero filosofico e pensiero poetico, ed opta decisamente per una poesia intellettuale intrisa di formalismi filosofici e di bizantinismi del pensiero; lambiccato ed elegante, Di Carlo procede con i suoi endecasillabi alla maniera di un filosofo presocratico. Lo dice in forma epigrafica già nel «Prologo»: «Dobbiamo metterci in cammino, forse un viaggio/ all’interno, verso un tacito discorso».

 

(l’articolo completo si trova qui:

https://lombradelleparole.wordpress.com/2019/03/09/franco-di-carlo-poesie-da-la-morte-di-empedocle-divinafollia-2019-con-il-punto-di-vista-di-giorgio-linguaglossa/)

 

 

Franco Di Carlo (Genzano di Roma, 1952), oltre a diversi volumi di critica (su Tasso, Leopardi, Verga, Ungaretti, Poesia abruzzese del ‘900, l’Ermetismo, Calvino, D. Maffìa, V. M. Rippo, Avanguardia e Sperimentalismo, il romanzo del secondo ‘900), saggi d’arte e musicali, ha pubblicato varie opere poetiche: Nel sogno e nella vita (1979), con prefazione di G: Bonaviri; Le stanze della memoria (1987), con prefazione di Lea Canducci e postfazione di D. Bellezza e E. Ragni: Il dono (1989), postfazione di G. Manacorda; inoltre, fra il 1990 e il 2001, numerose raccolte di poemetti: Tre poemetti; L’età della ragione; La Voce; Una Traccia; Interludi; L’invocazione; I suoni delle cose; I fantasmi; Il tramonto dell’essere; La luce discorde; nonché la silloge poetica Il nulla celeste (2002) con prefazione di G. Linguaglossa. Della sua attività letteraria si sono occupati molti critici, poeti e scrittori, tra cui: Bassani, Bigongiari, Luzi, Zanzotto, Pasolini, Sanguineti, Spagnoletti, Ramat, Barberi Squarotti, Bevilacqua, Spaziani, Siciliano, Raboni, Sapegno, Anceschi, Binni, Macrì, Asor Rosa, Pedullà, Petrocchi, Starobinski, Risi, De Santi, Pomilio, Petrucciani, E. Severino. Traduce da poeti antichi e moderni e ha pubblicato inediti di Parronchi, E. Fracassi, V. M. Rippo, M. Landi. Tra il 2003 e il 2015 vengono alla luce altre raccolte di poemetti, tra cui: Il pensiero poetante, La pietà della luce, Carme lustrale, La mutazione, Poesie per amore, Il progetto, La persuasione, Figure del desiderio, Il sentiero, Fonè, Gli occhi di Turner, Divina Mimesis, nonché la silloge Della Rivelazione (2013) con prefazione di R. Utzeri; è del 2019 La morte di Empedocle.

 

Primo in classifica di vendite IL GRANDE INGANNO

Si riconferma uno dei più richiesti IL GRANDE INGANNO, di Andrea Barbacane, nipote di Lucio Battisti!

Fierissima di averlo in Divinafollia e di diffonderlo.

All’affermazione di Mogol, quando dice “Ho scritto tutto io”, rispondo che i titoli inerenti ai quadri dipinti da Lucio, erano già titolati dallo stesso molto prima che i due si conoscessero. Questo per dovere di cronaca. Lucio, già negli anni della gioventù, ascoltava Bob Dylan, Donovan, i Beatles e altri ancora in cui poneva l’attenzione sui testi e da lì nacque tutta la sua ispirazione. Non era solo il grande chitarrista che conosciamo, ma un attento ricercatore di parole e ciò spiega perchè si affidò prima a Mogol e poi a Panella. La scorsa notte mi sono ascoltata le registrazioni in radio in cui Lucio racconta della sua formazione e fidatevi, teneva moltissimo alla parola! Aveva bisogno di un supporto, e i due sopra citati (tanto di cappello, di stima) gliene hanno dato, ma lui era avanti, molto avanti, era il Genio, centellinava sia la musica che le parole, le visualizzava, diceva che, per esempio, Donovan era delicato, elegante nelle sue espressioni; che Dylan aveva la capacità magica di unire proprio la parola rendendola poesia.

Silvia Denti

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“IL GRANDE INGANNO”, di Andrea Barbacane

Avrei voluto datarlo 29 settembre, e in effetti è proprio questo il giorno in cui IL GRANDE INGANNO  è stato registrato. Esce in questi giorni un volume scritto da Andrea Barbacane, nipote di Lucio Battisti, (eh, sì, stiamo parlando proprio di lui, Lucio), che ha voluto ricordare lo zio, nel bene e nel male, a 21 anni dalla scomparsa, con aneddoti, episodi, lettere, fotografie e sue personali opinioni sulla musica del Genio. Si tratta di una narrazione simpatica, ironica, ma altrettanto veritiera, semplice, che potrà farci conoscere meglio l’uomo oltre all’artista. Importantissimo dettaglio questo, che ci darà modo di capire l’animo di Lucio, le sue paure, le sue manie, la grande capacità creativa in molti campi, persino nella pittura (tra le pagine ci sono le foto dei quadri dipinti da Lucio in tempi non sospetti, con i titoli che poi avrebbe dato alle sue canzoni!) e non manca la chitarra mai rottagli sulla testa dal padre. Andrea racconta della famiglia di origine, del suo viversi lo zio in maniera un poco anomala, dell’affetto che li legava; ci omaggia di un Lucio inedito, della sorella Albarita (che è stata la sua bella mamma), dei genitori Dea e Alfiero, della moglie, del figlio e del suo papà, Luigi Barbacane, che un ruolo piuttosto ingombrante nella vita del Nostro amato Genio, lo ha avuto.

Come editore, DIVINAFOLLIA, esco con questo libro fiera di portarlo nel mondo; come fan… sono emozionata e anche tanto. Non avete idea di quanto io mi sia coccolata nel leggere le lettere di Lucio alla madre, ho riso delle sue battute, ho pianto commossa davanti ai suoi quadri e riascoltato, inevitabilmente, la sua musica. Tutta. E grazie a Dio da pochi giorni è stato tolto un intollerante vincolo e Lucio è presente su tutte le piattaforme in streaming, com’è giusto e sacrosanto. Tutta la Terra deve conoscere questo grande musicista, dunque anche le nuove generazioni di oggi e quelle che verranno, perché un personaggio così non nasce tutti i giorni. Lo abbiamo avuto (ahimé, troppo poco), ma ci sarà sempre a farci compagnia con le sue note meravigliose. Vi aspetto nelle librerie!

La copertina e il ritratto sono dell’artista Piero Ceriani

Silvia Denti

ESITI E MOTIVAZIONI, CLASSIFICA L’INCONTRO 2019

CON DUE VINCITORI 2019SEZIONE A

1 PREMIO a Emanuela Lazzaro

Motivazione: Dell’amor sacro, dell’amor profano, che il non aver l’oggetto del desiderio sia bramosia che invalida l’andare. Liriche intrise di importanti dilemmi che consacrano il sentire, scritte in maniera armoniosa, laddove il rimpianto non tace e sigilla l’insieme poetico in esposizioni eccellenti.

2 PREMIO a Michela Pagni

Motivazione: L’Autrice si spinge in un vortice spettacolare e scenografico di sentimenti legati inscindibilmente alla passione sfrenata che patisce ma non muore, anzi, si cela, poi si rivela, si mostra imponente come quadro su parete di carezze e schiaffi. Una tetralogia incastonata nell’immediatezza, dentro a uno stile apparentemente sfacciato, ma diretto, forte, tipico della donna pura, vera. Poesia molto lirica.

3 PREMIO a Pasquale Bufano

Motivazione: E da quel gioco riparte la vita, l’energia melodiosa e struggente come musica che avvolge e nutre. Poesia efficace, ben elaborata, dall’indubbia forza emotiva. Penna maestra e capace.

4 Posto Astrid Scaffo

Motivazione: Poesia molto sonora, attenta al sociale, all’introspezione, che denota comunque forza, rinascita e trionfo di futuri nuovi.

5 posto Lolita Rinforzi

Motivazione: Sapiente scrittura un po’ arcaica ed elegante, nel lavoro del saper cogliere la realtà. Ottima sintesi.

6 posto Giovanna Di Iorio

Motivazione: Originale e sferzante, l’incanto è orientato nell’ammissione dei sentimenti, amore viscerale mai sconfitto, mai vinto pur se nella mancanza. Meravigliosa esposizione.

7 posto Simona Bassi a pari merito con Neris Casteller

Motivazione: Nel rituale quotidiano il conflitto della ricerca della pace in se stessi. Scrittura lineare e piacevole.

8 Posto Paola Commissati Bellotti

Motivazione: L’immaginario di un mondo diverso forgiato in una finestra che è soltanto l’anima vista sotto la luce più viva, quella del cuore. Poesia molto sottile e intensa.

9 posto Margherita Bianco

Motivazione: Zampilli di volontà che dilatano l’ideale e il bisogno di bene assoluto universale. Lodevole l’intento.

10 posto Michele Marco Lanzo e Vicenzo Turba pari merito

Motivazione: Due autori che fanno del dettaglio il punto fermo della stesura. Modalità originale e suggestiva.

 

 

 GIURIA CONCORSO 2

 

Sezione B CLASSIFICA

1 Classificato ROSANNA SPINA

Motivazione: La maestria e l’ingegno di un’Autrice che sa scrivere in maniera unica e sublime, magica e coinvolgente, ma anche sconvolgente e ricca, convincente nella sua bellezza espressiva. Sentimento come amore celato e puro.

2 Classificato ALFREDO GUARINO

Motivazione: La contemplazione diffusa in rima, non banale, studiata e ben architettata, con vocaboli colti e ricercati. Effetto e suggestione, dal carattere classicheggiante, che induce alla riflessione e che conquista.

3 Classificato ALICE AZZARIO

Motivazione: I mari di Licia è una poesia che cattura, impossibile resisterle: il mare è il volo, il volo stesso è libertà, la voce del dentro è forte e conduce a nuovi equilibri attraverso un dolore costruttivo.

4 Classificato ALBERTO CASTRINI

Motivazione: Il vecchio è la poesia più convincente, sa di speranza, versatile e calda, espone la forza della vita, la volontà in una sequenza temporale, quando è ora di andare senza un ritorno ecco la ribellione, e vita nuova sia!  

5 posto ALESSANDRO RUSSO

Motivazione: L’incontro con la donna speciale, lirica elegante, dai tratti pastello, dolce e fatta d’anima, sussurro di emozioni.

6 posto CLAUDIO LEPRI

Motivazione: Moderna e inquieta, particolare, gravida di dettagli, nasce da colui che è, in verità, assetato di cose semplici.

7 posto RITA MAZZON

Motivazione: Soave e tenere, leggerissima, come una carezza. Passione velata e amore intenso. Lirica ben strutturata, pulita.

8 posto PAOLA COMMISATI BELLOTTI

Motivazione: L’incontro perfetto, la precisione, l’attimo esatto. Ecco che la descrizione incanta e riporta alle immagini andate. L’Autrice è una pittrice di parole.

9 posto FRANCESCO DIRUGGIERO

Motivazione: Nell’emozione del ricordo il cuore continua a vivere, la mano trascrive schizzi d’anima, e il fiato firma l’inno all’amore.

10 posto VERONICA DEL BEN e DANIELA CIUFFREDA

Motivazione: Allo stesso posto due donne.  L’una con il ricordo e il sogno; l’altra con il rimpianto e il dettaglio. Efficaci entrambe, seppur molto diverse: esperienza che dona senso all’esistenza.

 

Sezione C CLASSIFICA

 

1 MARCO CRIVELLARO Con IL MONASTERO DI PRAGA

Motivazione:  Il monastero di Praga è un racconto che è piaciuto a tutti per la linearità e l’esposizione chiara, coinvolgente, ottima la trama, intessuta di minuzie esteticamente piacevoli e sfumature sottili. Lessico mosso e mai sottotono.

2 LUCIANO CARMINATI con ANIME NUDE IN ORIZZONTE PIATTO

Motivazione: Anime nude in orizzonte piatto è originale, qualcosa di diverso nella narrazione, infarcita di dettagli e scandita in momenti sottolineati, scorcio diaristico in una trama che travolge.

3 ANDREA ALBERTAZZI con LA VECCHIA SEPOLTURA

Motivazione: Anche in questo racconto, La vecchia sepoltura, l’Autore propone del nuovo, celando il concetto del carpe diem, riesce a portare avanti una storia in crescendo, suggestiva e surreale.

4 FABRIZIO BONATI con IL MONDO DI DOMANI

Motivazione: Il mondo di domani è una storia moderna, dal linguaggio ordinario, verace, che è piaciuta per il realismo concettuale e l’immediatezza.

5 PETRONILLA LA VOLPE con LE ALI DI SOFIA

Motivazione: Toccante e struggente, Le ali di Sofia, una storia che potrebbe essere, un sogno, una speranza. Un chissà. Sta di fatto che se la si legge non è possibile non arrivare fino in fondo.

6 ALESSIO MASSIRONI con MACCHIA D’INCHIOSTRO

Motivazione: Macchia d’inchiostro è l’emblema della quotidianità scritta a diario, scorrevole e intrisa di accadimenti e sorprese.

7 LUCIA CHILESE con IL FUOCO DI S. ANTONIO

Motivazione: Spirituale e ironico, piacevole, mai scontato, su un panorama descrittivo perfetto.

8 CAROLA CESTARI con AMORE AMICIZIA E DISASTRI VARI

Motivazione: Racconto ben organizzato, in cui tutto può accadere e si arriva a fare quel che non si vorrebbe mai. Il disastro e i sentimenti. Lodevole.

9 BRUNO PREVITALI con LA SCALA DI BEA

Motivazione: Le emozioni tra le righe fanno da sfondo a una narrazione molto espressiva, quasi poetica. Ottimo.

10 GIOVANNI ARDEMAGNI con TUTTO E’ SUCCESSO

Motivazione: Quando si guarda indietro è facile dirsi “potevo agire così o non così”, quel che conta è che tutto sia accaduto, che la vita abbia espletato il suo corso. Commovente.

 

 

 

SEZIONE D

1 MARCO CAPPONI con L’ERRANTE

Motivazione: L’errante è tanto surreale quanto reale, per questo vince. Vince perché è il tutto che scalpita dentro di noi e vorremmo poterlo afferrare, ma è onirico, illusorio e forse per questo davvero possibile. I concetti e il linguaggio della scienza moderna qui abbozzati, non hanno lo scopo di divulgare né tanto meno di sedurre, sono semplici elementi per riflettere.

2 MONICA VACCARETTI con GONE AWAY, ANDAR VIA VERSO CASA

Motivazione: Verso casa è speciale per la forma e l’esaltazione del bisogno di semplicità, a casa si trova pace, ci si lecca le ferite, si vive, si ama, si muore. Molto sentimentale, necessario, vero.

3 LUIGINO VADOR con IL SOGNO DI VOLARE

Motivazione: Cos’è il sogno di volare se non quello di vivere appieno la libertà? Libertà d’essere se stessi, senza avere paura, e qualcosa lo crea, forse qualcuno, ed è per questo che nel mondo, per vivere, non dovremmo mai essere soli.

4 DILETTA GUARDUCCI con UNA STORIA QUASI VERA

Motivazione: Una storia quasi vera è il racconto di un viaggio, che anche se attraverso molte nuove terre, è per eccellenza il viaggio dentro noi stessi. Molto suggestivo.

5 UGO CRISTE con SUI SENTIERI DEGLI ESSERI PRIMORDIALI

Motivazione: Anche in questo caso il viaggio conduce laddove si cerca qualcosa, la mente si sposta su altre vite, tradizioni, misteri. Romanzo breve ben scritto e avvincente.

6 MICHELE SANTORO con Elementale

Motivazione: Gli elementi sono i protagonisti, spesso non ci facciamo caso, ma tutto ciò che ci circonda è vita. Una riflessione dentro a una bella storia.

7 RAFFAELLA VERGA con L’INCONTRO (sceneggiatura)

Motivazione: Ci ha colpito la narrazione sceneggiata, due mondi: uno giovane e uno anziano. Dialoghi molto piacevoli.

8 MAURO TURCI con INCONTRO INATTESO

Motivazione: Una storia accaduta realmente, esperienza di vita, un padre, una figlia. Narrazione compita ed evocativa.

9 CINZIA MANETTI con L’ARCOBALENO

Motivazione: A tema libero, che però sfocia nella sezione dedicata, ma comunque un racconto che induce a pensare, a capire che è possibile, in un mondo impossibile, godere di magici arcobaleni. Basta volerlo.

10 DEBORAH FALLINELLI con L’ALTERNATIVA

Motivazione: L’esperienza del carcere per un giovane innocente ha tutto il rispetto e l’ammirazione della giuria intera.

 

SEZIONE E e F GIOVANI E SCUOLE

1 SEYNABOU GUEYE Con CONOSCO UN UOMO CHE

Motivazione: D’una semplicità così reale che spiazza. Ci hanno conquistato l’esposizione chiara e il cuore immenso di questa studentessa, capace di fornire emozioni che sembra di poterle toccare.

2 LINDA TANTALO con PERDUTO INCANTO

Motivazione: Apprezzabilissimi testi con la complessità della metafora, insieme ai concetti profondi e lo stile già maturo.

3 MATILDE PIA MADRIGRANO con FILASTROCCA

Motivazione: Il filo musicale del testo è ricco e armonioso, piacevole e capace di far risuonare nell’aria le immagini.

4 FIORENZA VANZINI Con ANIMA

Motivazione: Gratificante, vivace e originale.

5 VALENTINA GIUSTI Con DIARIO

Motivazione: Il diario di una dodicenne che tocca le corde dell’anima in maniera importante. Brava nell’espressione, chiara e lineare.

6 ELISABETTA NEPOTE (sezione E) con ARCOBALENI DI CUORI

Motivazione: Lodevole l’idea di riunire tante mani e pelli di diversa etnia in un mondo come dovrebbe essere.

7 GIUSEPPE CALUSCO

Motivazione: Buona la forma, efficace il suono delle parole.

8 GIANCARLO MUSI

Motivazione: Originale e profondo, un testo che farà riflettere.

9 LORETTA LANFRANCHI

Motivazione: Il gioco dei verbi e la forza dell’emozione.

10 ANGELA MARIA PODETTI

Motivazione: Si nota l’immagine serena di un’idealista che sa come rapportarsi con il mondo.

 

SEZIONE FAVOLA

1 GIANNI GANDINI con CHIARI DI LUNA

Motivazione: È la favola che tutti vorremmo, basta leggerla e farla nostra. Buona esposizione, scritto pulito e semplice, piacevolissimo.

2 GABRIELLA SORIANI con APE LA VIAGGIATICE INTREPIDA

Motivazione: Tematica istruttiva, ben organizzata, chiara, mai banale. Lettura molto gratificante.

3 MARTINO FADDA con DONI’ E LE SUE FAVOLE IMMAGINARIE

Motivazione: Immagini delicate e capaci di colpire, storia simpatica, accattivante. Scrittura lineare e scorrevole.

 

SEZIONE G

1 IMMA DI NARDO con IL POLITEISMO DEI VALORI e TELEFONO SENZA FILI

Motivazione: Ottima l’idea di trattare l’argomento con una rima ad accento tronco. Una ballata sonora e intelligente.

2 SEYNABOU GUEYE con LA FUTURA CONVIVENZA

Motivazione: Si nota la volontà di esprimere amore universale e fratellanza in un linguaggio semplice ma convincente.

3 Stefania Angeletti con GIROTONDO UNIVERSALE

Motivazione: Lettura interessante e tema centrato, note poetiche molto musicali.

4 Monica Salvadori

Motivazione: Linguaggio pieno d’inventiva, originale e intessuto di gioco ermetico di significati.

5 Pietro Angiolini

Motivazione: Un mare di possibilità in un testo matrice che offre varie interpretazioni.

6 Luca Antonio Falliero

Motivazione: Un testo che stringe dentro, un seguito che può non avere fine.

7 Silvana De Nardo

Motivazione: Il portentoso sogno azzurro d’un domani.

8 Viviana Allievi

Motivazione: Sensazione di impotenza, a volte, che accadono a tutti. Ma la scrittura lirica vince.

9 Laura Boschi

Motivazione: Sono i piccoli eventi che fanno quelli grandi, la vita di tutti i giorni a cui dobbiamo riconoscenza.

10 Maria Grazia Ficco

Motivazione: Sembra di sentirne i profumi, la macchina virtuale del pensiero può tutto.

GIURIA CONCORSO L'INCONTRO 2019

ESITI CONCORSO L’INCONTRO LETTERARIO 2019

logo Treviso jpgIpaziaLOGO PICCINO  CONCORSO LETTERARIO L’INCONTRO 2018/2019PAROLE

Eccoci amici!

Ripercorriamo le varie sezioni del concorso L’INCONTRO LETTERARIO 2018/2019:

<<Il concorso è aperto a tutti, narratori e poeti, senza limiti di età, di etnia o religione.
Il concorso si articola in 8 (otto) sezioni:
Sezione A: Poesia inedita, nel numero massimo di 3 (tre) componimenti, senza limiti di lunghezza, il tema è libero.
Sezione B: Poesia inedita dedicata alla tematica dell’INCONTRO, sia reale che immaginario, con persone, animali, cose. Tema vasto dunque, per il quale devono essere inviate da 1 (una) a 3 (tre) poesie, di lunghezza a piacere.
Sezione C: Romanzo o racconto inedito, della lunghezza di massimo 50 (cinquanta) cartelle da 1800 battute ciascuna. Ogni genere è ammesso e incoraggiato, e il tema è libero.
Sezione D: Romanzo o racconto inedito a tema inerente l’INCONTRO, sia reale che immaginario, con persone, animali, cose. Il numero massimo di cartelle è di 50 (cinquanta) da 1800 battute l’una.

*Testi palesemente al di fuori di queste linee guida, tuttavia, non saranno letti e, pertanto, saranno esclusi automaticamente dal concorso.

SEZIONE E, dedicata agli studenti: Poesia inerente al tema: “L’integrazione, possibile o impossibile? La convivenza tra popoli di culture e religioni diverse è utopia?” (Inedite, max 3) Allegare fotocopia documento d’identità.
SEZIONE F, dedicata agli studenti: Racconto o romanzo inerente sempre all’integrazione: max 50 cartelle (attenersi alle indicazioni della sezione C per la lunghezza). Allegare fotocopia documento d’identità.

N.B. Alle sezioni E ed F possono partecipare anche giovani che abbiano superato i 18 anni, allegando attestazione di frequenza all’università e documento d’identità.

SEZIONE G: Testi per canzoni, corredati da musica, quindi testi più spartito e cd da allegare al cartaceo, nel numero di max 3. (I giovani che non hanno compiuto i diciotto anni dovranno avere delega da un genitore e allegare fotocopia documento d’identità).

SEZIONE I: Dedicata alla favola. Una narrazione fantastica lunga massimo 10 cartelle per 1800 battute l’una, da proporre come fiaba destinata ai più piccini. Questa sezione è un omaggio all’autrice Laura Da Re, scomparsa prematuramente e presente nel catalogo di DIVINAFOLLIA EDIZIONI con “Il ritorno di Tombolino”.
LA GIURIA Il giudizio della giuria è inappellabile e insindacabile. I nomi dei giurati al completo saranno resi noti nel corso dell’anno (vi basterà tenere d’occhio i blog e i siti inerenti alla casa editrice e al comune di TREVISO.>>

Ricordo i giurati, che nomino in ordine casuale, che hanno votato e presenzieranno alla kermesse del 27 aprile p.v.

Valerio Magrelli, Federico Sanguineti, Giandomenico Mazzoccato, Roberto Benetton, Filippo D’Eliso, Rossella Frollà, Daniela Cecchini, Laura Chiarina e naturalmente Silvia Denti. (Voglio ricordare il supporto da “altri lidi”, causa i vari impegni, di Davide Rondoni, Remo Bassini, Guido Catalano e Alberto Bertoni, a loro va un grazie speciale e… se ci faranno la sorpresa di esserci li festeggeremo!).

Andiamo ora a inserire i 10 finalisti, scelta ardua e complessa, credetemi, eravate tanti, siete tanti (perchè noi vi aspettiamo ogni anno!), e ci tocca per forza decidere. I nomi sono in ordine casuale:

SEZIONE A

Michele Marco Lanzo

Neris Casteller

Michela Pagni

Simona Bassi

Lolita Rinforzi

Vincenzo Turba

Pasquale Bufano

Margherita Bianco

Astrid Scaffo

Paola Commissati Bellotti

Giovanna di Iorio

Emanuela Lazzaro

(essendo 12 ci sono dei pari merito)

SEZIONE B

Afredo Guarino

Alberto Castrini

Alessandro Russo

Alice Azario

Claudio Lepri

Daniela Ciuffreda

Francesco Diruggiero

Rita Mazzon

Rosanna Spina

Veronica Del Ben

SEZIONE C

Giovanni Ardemagni

Bruno Previtali

Carola Cestari

Fabrizio Bonati

Lucia Chilese

Luciano Carminati

Marco Crivellaro

Petronilla La Volpe

Andrea Albertazzi

Alessio Massironi

SEZIONE D

Ugo Criste

Luigino Vador

Raffaella Verga

Diletta Guarducci

Michele Santoro

Monica Vaccaretti

Marco Capponi

Mauro Turci

Deborah Gallinelli

Cinzia Manetti

SEZIONE E e SEZIONE F UNIFICATE (SEZIONE SCUOLE)

Seynabou Gueye

Linda Tantalo

Loretta Lanfranchi

Giancarlo Musi

Giuseppe Calusco

Angela Maria Podetti

Valentina Giusti

Elisabetta Nepote

Matilde Pia Medrigrano

Fiorenza Vanzini

SEZIONE I

Gabriella Soriani

Gianni Gandini

Lucia Zappalà

Pietro Raniero

Morena Festi

Rina Bontempi

Marcello Schiattone

Daniela Frascotti

Flavia Castoldi

Marialucia Ciraci

 

SEZIONE G

Imma di Nardo

Seynabou Gueye

Stefania Angeletti

Monica Salvadori

Pietro Angiolini

Luca Antonio Falliero

Silvana De Nardo

Viviana Allievi

Laura Boschi

Maria Grazia Ficco

*******************************************************************

Detto questo amici cari… anche quest’anno è andata! Siete pregati di presenziare, ve lo ricordo, oppure perderete i premi. Tale regola è insindacabile, desideriamo assolutamente incontrare i vincitori e se lo vogliono anche tutti gli altri autori, i quali saranno accolti con grande piacere. Non perdetevi questa bella festa che offriamo ogni anno al tempio di S. Caterina nella splendida Treviso.

Vi aspettiamo numerosi!

La vostra Silvia Denti e tutto lo Staff!

(Un grazie particolare a tutti, ma soprattutto all’amica che mi sopporta di più e che mi aiuta fino allo sfinimento: Laura Chiarina. GRAZIE!)

 

 

 

 

 

 

A PROPOSITO DEL CONCORSO L’INCONTRO 2019

Amici,

non manca moltissimo! Molti di voi ci stanno scrivendo per conoscere la graduatoria dei finalisti al concorso L’INCONTRO, che vedrà la premiazione a fine aprile, a Treviso.

Ebbene, i nomi dei finalisti saranno resi noti a fine marzo/inizio aprile 2019. Li vedrete un po’ ovunque, sui social e su questo sito.

Intanto vi invitiamo a mettervi in discussione inviando i vostri manoscritti/file alla nostra redazione per valutazione, abbiamo in serbo novità scoppiettanti e iniziative che vi stupiranno! Non indugiate! DIVINAFOLLIA EDIZIONI non si smentisce, sta crescendo e porterà davvero vantaggi incredibili per gli emergenti.

I nostri libri: sono usciti volumi di estremo interesse, andati a ruba per i regali natalizi, ma voi continuate a richiederli! Ne vale la pena, avrete di che leggere, imparare, arricchire le vostre biblioteche!

Diamo il via a un anno che porterà ventate ancora più fresce al mondo dell’editoria!

Buone cose.

LO STAFF                                                                                                                                                 (Solo alcune copertine delle novità)

IL VIAGGIO DI UNA PROMESSA COPERTINA1STORIA DI EMMA JPGanna Maria D'Alò covercopertina Morpurgo jpgFLAVIO NICCOLI COVER JPGALFONSO PRETEL COPERT JPG

L’INCONTRO LETTERARIO 2018 scadenza 31.10.2018

12659861_959415924096395_412584680_nLa casa editrice DIVINAFOLLIA, con il patrocinio del COMUNE DI TREVISO e con l’APS IL CERCHIO DI IPAZIA, bandisce la sesta edizione del concorso letterario L’INCONTRO LETTERARIO 2018.

REGOLAMENTO
Il concorso è aperto a tutti, narratori e poeti, senza limiti di età, di etnia o religione.
Il concorso si articola in 8 (otto) sezioni:
Sezione A: Poesia inedita, nel numero massimo di 3 (tre) componimenti, senza limiti di lunghezza, il tema è libero.
Sezione B: Poesia inedita dedicata alla tematica dell’INCONTRO, sia reale che immaginario, con persone, animali, cose. Tema vasto dunque, per il quale devono essere inviate da 1 (una) a 3 (tre) poesie, di lunghezza a piacere.
Sezione C: Romanzo o racconto inedito, della lunghezza di massimo 50 (cinquanta) cartelle da 1800 battute ciascuna. Ogni genere è ammesso e incoraggiato, e il tema è libero.
Sezione D: Romanzo o racconto inedito a tema inerente l’INCONTRO, sia reale che immaginario, con persone, animali, cose. Il numero massimo di cartelle è di 50 (cinquanta) da 1800 battute l’una.

*Testi palesemente al di fuori di queste linee guida, tuttavia, non saranno letti e, pertanto, saranno esclusi automaticamente dal concorso.

SEZIONE E, dedicata agli studenti: Poesia inerente al tema: “L’integrazione, possibile o impossibile? La convivenza tra popoli di culture e religioni diverse è utopia?” (Inedite, max 3) Allegare fotocopia documento d’identità.
SEZIONE F, dedicata agli studenti: Racconto o romanzo inerente sempre all’integrazione: max 50 cartelle (attenersi alle indicazioni della sezione C per la lunghezza). Allegare fotocopia documento d’identità.

N.B. Alle sezioni E ed F possono partecipare anche giovani che abbiano superato i 18 anni, allegando attestazione di frequenza all’università e documento d’identità.

SEZIONE G: Testi per canzoni, corredati da musica, quindi testi più spartito e cd da allegare al cartaceo, nel numero di max 3. (I giovani che non hanno compiuto i diciotto anni dovranno avere delega da un genitore e allegare fotocopia documento d’identità).

SEZIONE I: Dedicata alla favola. Una narrazione fantastica lunga massimo 10 cartelle per 1800 battute l’una, da proporre come fiaba destinata ai più piccini. Questa sezione è un omaggio all’autrice Laura Da Re, scomparsa prematuramente e presente nel catalogo di DIVINAFOLLIA EDIZIONI con “Il ritorno di Tombolino”.
LA GIURIA Il giudizio della giuria è inappellabile e insindacabile. I nomi dei giurati al completo saranno resi noti nel corso dell’anno (vi basterà tenere d’occhio i blog e i siti inerenti alla casa editrice e al comune di TREVISO.

Presidente di giuria rimane comunque uno dei fondatori, in onore della sua memoria, il grande ALBERTO BEVILACQUA. Probabili altri nomi tra i personaggi famosi della cultura ci daranno conferma della loro presenza; i loro nomi saranno svelati appena possibile. Possiamo già confermare alcuni dei nomi dei giurati, altri non meno noti saranno comunicati più avanti:

LA GIURIA della VI° edizione del Premio, (ancora incompleta e da confermare), sarà composta da (in ordine alfabetico):

Roberto Benetton, Guido Catalano, Daniela Cecchini, Laura Chiarina, Maria Luisa Crosina, Silvia Denti, Rossella Frollà, Filippo D’Eliso, Valerio Magrelli, Giandomenico Mazzocato, Alessandro Radovan Perini, Davide Rondoni, Federico Sanguineti (e altri giurati di cui dovremo confermare la presenza).
TERMINE PRESENTAZIONE MATERIALE: La data di scadenza per l’invio degli elaborati, sia tramite raccomandata che via mail, è da considerarsi fissata entro la mezzanotte del 31 OTTOBRE 2018. Farà fede il timbro postale, ma anche la data automatica delle mail.

***
I PREMI
• L’organizzazione mette a disposizione un montepremi totale del valore indicativo di 5000 €, in parte sotto forma di servizi o buoni, in parte in denaro, tramutabile, a scelta del fruitore, in ulteriori servizi o buoni di valore equivalente.
I vincitori (classificati al primo posto) di tutte le sezioni inerenti alla scrittura riceveranno una proposta di pubblicazione, inclusiva di un processo editoriale completo, che non prevede il versamento di contributi da parte dell’autore.
• Il primo – per punteggio conseguito nella propria sezione si confronterà con l’altro primo della sezione adiacente (A e B; C e D), in una sorta di ballottaggio, sia in narrativa che in poesia, fino al raggiungimento di 2 primi premi assoluti che riceveranno, ciascuno, Cinquecento € (500) euro in denaro, e inoltre, a tutti i primi quattro sarà assegnata una targa – ricordo de L’INCONTRO LETTERARIO 2017.
• A tutti i finalisti, saranno consegnati doni degli sponsor e attestati; sarà inoltre, offerta la possibilità di pubblicazione a spesa ridotta.
Al vincitore della sezione trailer sarà consegnato un video professionale inerente alla sua opera artistica, che potrà essere una recitazione di testi poetici o narrativi, da realizzare dopo la premiazione o in tempi e modi concordati in tale occasione con la troupe di giuria specializzata.
Tutti gli autori finalisti, se presenti alla cerimonia di premiazione, riceveranno un buono di 30 €, con cui potranno acquistare i libri e i servizi offerti da tutti i membri del Gruppo Editoriale DIVINAFOLLIA a prezzi scontati.
QUOTA DI PARTECIPAZIONE: ATTENZIONE!  ANCHE QUEST’ANNO LA PARTECIPAZIONE E’ GRATUITA!

Il concorso non prevede alcuna tassa di lettura, è possibile (e gradito) però donare qualsiasi contributo che andrà ad aumentare il nostro capitale in beneficenza a favore e in aiuto di ASBIN, presso ONLUS Ospedale Niguarda di Milano, per la ricerca sulle malattie infantili.

Chi volesse donare potrà farlo sul numero di postepay N.5333 1710 0593 6360   intestata a SILVIA DENTI (è possibile allegare le banconote alla raccomandata con il cartaceo se preferibile e più comodo).

Per tutte le sezioni è richiesta una copia in cartaceo, non firmata in calce (nel caso della sezione trailer inviare il cd) da spedire tramite raccomandata a: EDIZIONI DIVINAFOLLIA- SEGRETERIA PREMIO LETTERARIO L’INCONTRO LETTERARIO 2016- Circonvallazione Calandra, 20 24043 CARAVAGGIO –BG-

N.B. Allegare un foglio con i dati personali, nome, cognome, indirizzo, numero di telefono e mail, nonché fotocopia dell’eventuale versamento della quota da dare in beneficenza e specificare la sezione a cui si partecipa. È possibile partecipare a più sezioni, in tal caso, però, per rispetto al lavoro di segreteria, è prevista una richiesta di 5 euro a sezione. Oltre al cartaceo è necessario (pena l’esclusione dal concorso) inviare copia tramite mail, in documento word o pdf, specificando nell’oggetto “partecipazione al concorso letterario L’incontro Letterario – 2018” e la sezione. La segreteria darà riscontro di ricezione. Inviare a:  [email protected].it o [email protected]

IMPORTANTE! Ogni partecipante deve essere conscio che prima di essere inserito nella rosa dei meritevoli, dovrà superare una prima prova, dietro selezione rigorosissima, da parte della giuria. Su qualsiasi quantità di elaborati giunti (potranno essere anche migliaia), ne saranno inviati in valutazione definitiva 100 per sezione, che si ridurranno poi a 10 finalisti (sempre per sezione).

DATE DELLA PREMIAZIONE: Visto il cambiamento del periodo di questa VI° edizione, la data della premiazione sarà comunicata successivamente, probabilmente ancora presso il bellissimo e suggestivo Tempio di Santa Caterina in Treviso. Nello specifico: incoronazione dei vincitori il sabato,  dalle 14,30 del pomeriggio, e a seguire la cena (con probabili festeggiamenti e intrattenimenti per festeggiare i vincitori presso il ristorante L’INCONTRO a Treviso). Allo stesso modo la domenica, sempre a partire dalle 14,30, pomeriggio dedicato al tema annuale e agli studenti, con musiche e letture.  Verranno resi noti altri dettagli. Tutti i finalisti saranno avvisati per tempo tramite mail. Consigliamo, per chi ha necessità di organizzarsi, di tenere d’occhio i blog dei social network e soprattutto il sito POESIABLU, all’indirizzo:  www.poesiablu.altervista.org o sulla pagina UFFICIO STAMPA L’INCONTRO di FACEBOOK.
È già possibile inviare adesioni e materiale.
N.B. I premi dovranno essere rigorosamente ritirati dai vincitori o da qualcuno in possesso di delega scritta dal partecipante stesso. In caso contrario andranno in beneficenza presso la ONLUS di Milano, ospedale Niguarda, a favore dei bambini colpiti da spina bifida.

*PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA:  È previsto un premio /menzione speciale per l’opera (sia di narrativa o di poesia) che colpirà in modo particolare tutti i giurati; una sorta di riconoscimento per l’autore/autrice che si distinguerà per l’impegno sociale anche grazie ai suoi scritti.*
Tale premio, attualmente ancora in fase di organizzazione (dipenderà dagli sponsor se darlo in denaro o altro) è previsto per un solo vincitore, che raggiungerà la vetta con un romanzo o con una/tre poesie.
Vi attendiamo numerosi!!! Mandate materiale, forza! E non dimenticate di fare una donazione, anche piccola, per ASBIN-ONLUS, dobbiamo renderci utili e questi bambini hanno bisogno di noi!

LA DIREZIONE EDIZIONI DIVINFOLLIA in collaborazione con GRUPPO EDITORIALE DIVINAFOLLIA, il COMUNE DI TREVISO e IL CERCHIO DI IPAZIA.

-Per informazioni, adesioni, domande, informazioni per trasporti, chiarimenti per alloggi, clausole bando, ecc, scrivere alla segreteria: [email protected] o [email protected]

 

IN COLLABORAZIONE CON IL CERCHIO DI IPAZIAIPAZIA JPG12659861_959415924096395_412584680_n